giovedì 10 settembre 2015

una marea di link per conoscere e conoscersi

Ultimamente ho letto veramente tanti articoli su introversione, personalità INFJ, alta sensibilità e quant'altro, mi sono stati utilissimi per capirmi e conoscermi e sarebbero utilissimi per qualunque altro introverso, ma anche per chi non è introverso o altamente sensibile ma vuole entrare in contatto con questo mondo, perchè magari ha un amico o un partner che appartiene a questo micro-cosmo. 
All'inizio volevo fare un collage dei passaggi più significativi tratti dai vari siti , ma poi tra copia-incolla e link da inserire per dare il giusto credito ai vari autori degli articoli a cui mi ispiro ho realizzato che forse è meglio inserire direttamente i link e amen. Se uno non ha la voglia e la pazienza di leggere qualche pagina allora non merita di conoscere a fondo i segreti delle personalità introverse u.u

Alcuni articoli sono seri e profondi, altri sono scritti in modo più leggero e ironico, ma non per questo mancano di spessore. Alcuni hanno un tono scientifico mentre altri sono più frivoli o sembrano patetici, ma hanno tutti almeno una perla, una frase degna di nota, un concetto che vale la pena ricordare. Si tratta solo di modi diversi di raccontare la stessa realtà. Molto spesso, navigando tra le diverse pagine, si leggono le stesse cose o cose molto simili ripetute, e visto che si tratta sempre dello stesso argomento è più che normale che certi concetti tornino fuori in continuazione.

Alcune di queste pagine le ho sicuramente già linkate in qualche post del passato, pazienza, repetita iuvant!

Link in italiano. Non c'è moltissimo materiale in italiano, ma tra il poco che c'è si trovano scritti di qualità, come quelli di Luigi Anepeta.

Nil Alienum sito di Luigi Anepeta. Di lui ho già parlato. Il sito è ricchissimo di contenuti, alcuni molto specifici e non così semplici e immediati da comprendere. Ma vale la pena dargli un'occhiata. In particolare tutta la sezione dedicata all'introversione è preziosissima!
Vademecum sull'introversione
Il dramma degli introversi nel nostro mondo


Cos'è l'introversione 

Dieci modi in cui gli introversi interagiscono diversamente con il mondo  

10 miti da sfatare sull'introversione 

Perché le persone sensibili interagiscono diversamente col resto del mondo 

Introversi, 15 cose che non ti diranno mai 



Link in inglese. Qui entriamo in un universo molto più ampio. Al di là dei confini del nostro paese e della nostra lingua la questione è trattata in modo molto più approfondito e da più tempo, per cui c'è una quantità e una varietà di materiale notevole. C'è veramente solo l'imbarazzo della scelta! 

Introvert, Dear una vera miniera di informazioni! Questo sito mi piace davvero tanto. Contiene articoli, vignette, citazioni, è uno dei miei siti preferiti in tema. Gli articoli non sono troppo lunghi, anzi, e c'è una sezione in cui vengono analizzati i tipi di personalità introversa. Utile e anche divertente.
In particolare ho apprezzato questi, ma sono solo una piccola parte dei contenuti del sito.
The science behind why introverts needs 'alone time' 
What are introverts like as kids? 
25 honest confessions of a introvert
21 signs you're an INFJ personality type
10 type secrets of the INFJ
What INFJs want in a relationship
10 pros and cons of being an INFJ personality type

Quiet revolution il sito di Susan Cain, autrice del libro Quiet: The Power of Introverts in a World That Can’t Stop Talking. Il libro è stato tradotto anche in italiano e si trova facilmente in librerie e biblioteche. Nel sito ci sono le sezioni Quiet Diaries e Quiet Revolutionaries...a voi il piacere di scoprirle!
Nurturing Your Natural Strengths as an Introvert
The Gifts of Introversion 

Bradgarbus - INFJ Articles questo sito è vastissimo, a me interessa solo la parte "generica" sull'introversione, ma volendo si può approfondire la vita dell'autore. Ci sono moltissimi articoli sulla personalità INFJ. In questo sito ho letto alcune tra le cose che mi hanno colpita ed emozionata di più per la profondità e la verità contenute in quelle frasi. Molto spesso i contenuti sono copiati o modificati partendo da altri siti o blog ma viene sempre creditato l'autore, diciamo che è comodo averli tutti raggruppati in un unico posto senza doverli cercare in giro per il web.
A Little Left of Normal: INFJ
Top 10 Things Every INFJ Wants You to Know
13 Signs You’re A Classic INFJ
Being friends with an INFJ
Everything or Nothing - INFJ
INFJ - Details and Depths
INFJ Anger style

Caring for Your Introvert

10 Ways Introverts Interact Differently With The World

7 False Assumptions Made About Introverts

10 Things About Love Only Introverts Would Understand

What it Means to Have an Introvert Personality

10 Reasons Why Introverts Are Incredibly Attractive People

Things You Should Know About INFJs

How To Be Friends With an INFJ

24 Struggles All INFJs can Understand

INFJs: The Bad, The Good, and the Ineffable



Link sull'alta sensibilità (Highly Sensitive Person)

The highly sensitive person intero sito dedicato alle persone altamente sensibili, con varie risorse tra cui altri link, test, blog, eccetera.

11 Powerful Ways to Protect Your Sensitivity

HSP: Persone altamente sensibili

Chi sono le Persone Altamente Sensibili?



C'è parecchia carne al fuoco! Volevo anche parlare un po' dei test di personalità ma è meglio farlo in separata sede per non appesantire troppo questo post.

martedì 18 agosto 2015

introversion, intuition, feeling, judgment

Un po' alla volta vado avanti nella ri-scoperta di me stessa. E' un processo a volte lento e a volte velocissimo, a volte doloroso e a volte illuminante, sicuramente è emozionante, o per dirla con un termine inglese che secondo me esprime benissimo il concetto, overwhelming. Scoprirsi, capirsi, riconoscersi, ritrovarsi...è eccezionale! Quasi una cosa esaltante, dopo anni passati sentendomi incompresa, sola, con la sensazione di provenire da un altro pianeta, alla ricerca costante - ma quasi sempre vana - negli occhi delle altre persone di quella scintilla che mi avrebbe fatto intuire che mi capivano, che erano come me...all'improvviso tutto acquista senso, i vari pezzi si mettono come per magia al posto giusto. Non sono malata, pazza, troppo strana. Sono io, solo io. E come me ci sono chissà quante altre persone! Arrivare a sapere e capire CHI sei davvero è incredibile, si ha la sensazione di stare per scoppiare dalla contentezza, dalla soddisfazione, dal sollievo. Però è allo stesso tempo una strada faticosissima, che prosciuga le energie mentali alla velocità della luce, che costringe a prendersi delle lunghe e frequenti pause per metabolizzare quello che si sta scoprendo e capendo...
E' come se, finalmente, mi fosse stato tolto da davanti un velo che falsava la percezione di come mi vedevo ma anche quello che vedevo del resto del mondo. E niente, trovo che tutto questo sia estremamente affascinante. Difficile, certo, ma emozionante all'ennesima potenza!

giovedì 6 agosto 2015

sentire

Spesso i sentimenti e le emozioni che provo sono così intensi e totalizzanti da farmi paura, mi impressionano, mi sconvolgono (anche in senso positivo). Dovrei esserci abituata perchè per me è sempre stato così eppure ogni volta mi stupisco della forza e dell'intensità delle mie sensazioni. Rispondo proprio in modo fisico, mi accelera il respiro e il battito cardiaco, mi vengono i brividi, mi spuntano le lacrime. Per una canzone, una ventata di aria fresca in una giornata torrida, un panorama, una voce, un profumo, uno sguardo...sono infinite le cose che mi colpiscono in questo modo. Sfumature, dettagli, momenti, gli altri nemmeno se ne accorgono e io vivo per questi elementi, ho interi mondi di sensazioni dentro di me tenuti in piedi da queste sprazzi di realtà - o meglio, di come percepisco io la realtà. Anche da piccolissima ero così, ricordo con una vividezza incredibile i caldi e lenti pomeriggi estivi, quando dopo pranzo andavo a letto ma non dormivo, e nella penombra della camera ascoltavo i rumori che provenivano da fuori, e mi sembrava uno spettacolo. In particolar modo mi affascinava e mi emozionava il rombo lontano degli aerei che passavano, sentire che si avvicinavano e che poi si allontanavano, lo stavo ad ascoltare con il cuore in gola, pensando al cielo, all'andarsene lontani, al tempo che passava e se ne andava insieme all'aereo...e avevo massimo 3 o 4 anni, perchè mi ricordo benissimo che ero nella camera che adesso è dei miei genitori ma che è stata mia finchè è nato mio fratello minore, che appunto ha 4 anni meno di me. Questo ricordo è uno dei più vivi e persistenti della mia infanzia, talmente forte era quello che provavo in quei momenti. Ancora adesso quando sono in un momento di quiete e sento un aereo che passa mi emoziono allo stesso modo, con la stessa intensità di allora, e faccio gli stessi identici pensieri, ovviamente in chiave adulta...

Introversa, altamente sensibile...se solo avessi scoperto prima i tanti scritti e le tante analisi che sono stati fatti al riguardo...mi ci ritrovo in pieno, mi descrivono con una precisione quasi dolorosa, ed è infinitamente bello, consolante, lenitivo per la mia anima sapere che c'è qualcuno là fuori che sa esattamente cosa provo, che mi capisce, che è come me!

giovedì 25 giugno 2015

this can be love

Ebbene, mi sono innamorata. Di una voce, di una band, del suo suono, delle canzoni, delle parole, dei significati nascosti, dei sentimenti che mi suscitano quelle canzoni, delle reazioni che mi provocano...del cantante, del suo modo di essere, della sua ironia, della sua profondità, del suo modo di parlare, di scherzare, di raccontare le cose, di affrontare temi difficili e dolorosi con il sorriso sulle labbra, di essere sincero e onesto in modo del tutto personale...
Ho passato notti intere ad ascoltare una stessa canzone, ho passato ore a piangere ascoltando un'altra canzone che mi ha toccato parti sensibili che non sapevo di avere in un modo che non pensavo fosse possibile...
Quella voce mi ha ammaliata, in quelle note mi rispecchio, mi ritrovo, come se le conoscessi da sempre, quei testi comunicano qualcosa che va al di là delle parole e del significato delle frasi...da quattro mesi in pratica non parlo d'altro e soprattutto non ascolto altro.
E' proprio vero che la musica è magia, è vita, è passione, è dolore e felicità.
Voglio vedere dal vivo quella band, voglio incontrare quell'uomo che conosce la combinazione per aprire il lucchetto della mia mente prima ancora che del mio cuore. Leggo e ascolto interviste e quasi mi fa paura vedere e sentire quanto abbiamo in comune, il modo di dire certe cose, le parole usate per esprimere un concetto, le reazioni, gli aspetti della personalità, le esigenze emotive, il modo di ascoltare la musica, i gesti...per non parlare di tutte le coincidenze assurde che sono capitate da quando ho cominciato ad interessarmi a questa band! Non le voglio elencare ma sono fatti strani, presi singolarmente magari fanno poco effetto ma considerati uno dietro l'altro fanno un po' impressione. Se credessi alle coincidenze e al destino potrei dire che c'è qualcosa di soprannaturale che mi spinge senza dubbio verso di loro e verso di lui...buon per me (e per la mia sanità mentale) che non credo a queste cose XD

Comunque da quando ascolto solo loro sto bene, ma proprio bene, è come se avessi trovato una mia dimensione che prima avevo sempre e solo sfiorato. Posso osare e dire che nemmeno con i Killers e gli U2 mi sento così? Forse è perchè la passione è recente e me la sto vivendo in pieno proprio adesso per cui mi sembra la cosa più intensa che si possa sperimentare...però sono davvero tanto, tanto presa, non ricordo di essere stata così al tempo della scoperta dei Killers...

Questa è una delle mie preferite, quella che mi ha fatto piangere per ore...e, citando me stessa, fa quasi paura il potere che ha una canzone di farmi entrare nel posto
in cui si trovano le sensazioni e i ricordi di chi l'ha scritta




E mi auto-cito ancora, riportando parti di post dell'altro mio blog

è una cosa assurda ma non riesco a farci niente. Non si trattava di  un'infatuazione passeggera ma di una vera e propria passione totale e travolgente. Più li ascolto e più canzoni scopro e più mi rendo conto che mi hanno letteralmente conquistata, che difficilmente se ne andranno dal posto profondo che hanno raggiunto dentro di me

Non so cosa ci mettano in quello che fanno gli HIM ma è incredibile la reazione che mi provocano. La mia inquietudine di fondo e la mia tendenza alla malinconia si rispecchiano alla perfezione in quelle canzoni, come una specie di richiamo primordiale e profondo...

Li avevo incontrati, musicalmente parlando, nel 2005 circa con l'album Dark Light, e non ero andata oltre. Ogni tanto mi riascoltavo quell'album e amen, mi piacevano un paio di canzoni, le altre erano trascurabili. Poi un giorno di qualche settimana ero lì con le cuffie sulle orecchie ed è arrivato il simil-colpo di fulmine. All'inizio si è trattato della voce del cantante, Ville Valo, che si abbina poco alle sue fattezze nordiche e delicate. Che voce! Mi ha colpita un punto particolare di una canzone che prima di allora avevo sentito centinaia di volte, ma non mi ci ero mai soffermata. L'ho riascoltata più volte, tornavo indietro nella traccia solo per risentire quei pochi secondi...insomma si capisce che al centro della prima fase del mio pseudo-innamoramento musicale c'è stata appunto la voce, profonda, cupa... Qualche giorno dopo il pesudo-innamoramento ha coinvolto anche il lato musicale vero e proprio, complice un altro album che è entrato nella mia playlist. Di questo album risalente alla giovinezza della band sono poche le canzoni che mi piacciono, però quelle che mi piacciono mi piacciono davvero, hanno un non so che, una certa drammaticità se così vogliamo chiamarla, che mi attrae alquanto 

Non so dove mi porterà questa passione ma non voglio precludermi nessuna strada. Era da tanto che non mi sentivo viva come mi sto sentendo in questo periodo e gran parte del merito è degli Him, di Ville, della loro musica e delle sue parole!

lunedì 1 giugno 2015

essere introversi

Ho trovato la descrizione di me, della mia vita, di quello che sono e di quello che provo. Tale e quale!

Da qui

In che cosa consiste, in sé e per sé, l'orientamento proprio dell'introversione in rapporto ai due mondi? Jung lo ha definito con sufficiente precisione: la riflessività, intesa in senso lato come piacere di comunicare con la propria mente e di recepire il mondo esterno attraverso le sue rifrazioni soggettive. Il mondo interno, nei suoi aspetti consci e ancora più in quelli inconsci, è il mondo dell'emozione, della fantasia, dell'immaginazione, del pensiero intuitivo. La percezione di questo mondo, quasi sempre vivace nell'introverso, cattura la soggettività e opera come un filtro rispetto al mondo esterno. Un bambino introverso è facilmente identificabile: posto che non abbia ancora problemi, il suo sguardo è denso e penetrante, ma al tempo stesso non ha quella vivacità che è propria degli estroversi, catturati dagli stimoli esterni. C'è in esso una sfumatura di fissità che riconduce ad una modalità di rapporto "contemplativa".

L'orientamento introverso comporta, dunque, inevitabilmente un corredo emozionale più ricco e più vivace rispetto alla media. Questa ricchezza concerne anche tutte le funzioni psichiche intimamente correlate alle emozioni: la fantasia, l'immaginazione, l'intuizione. Il rapporto tra questo corredo e l'intelligenza in senso stretto, intesa come capacità astratta e operativa, non è costante. Si danno indubbiamente introversi iperdotati sotto il profilo intellettivo, ma se ne danno anche di normodotati. L'ipodotazione, invece, non è mai associata all'introversione, forse perché anche l'intelligenza astratta riconosce come sua matrice primaria l'emozionalità.
Tutto ciò giustifica il considerare l'introversione nel suo complesso come una condizione caratterizzata da potenzialità superiori alla norma. Ma, se questo è vero, com'è possibile che un introverso, in molteplici fasi dello sviluppo e per alcuni aspetti, appare solitamente inadeguato e in ritardo rispetto alla media?

Questo mistero, in ciò che esso ha di naturale, vale a dire non dipendente da interazioni negative con l'ambiente, si risolve tenendo conto di alcuni aspetti evolutivi dipendenti dalla ricchezza del corredo emozionale.

Un primo aspetto, di straordinaria importanza, concerne il fatto che tale corredo comporta una sensibilità sociale che si esprime originariamente in un'identificazione totale con le figure genitoriali e con il mondo adulto, che vengono idealizzati e sacralizzati. L'idealizzazione delle figure genitoriali e degli adulti è un momento proprio dello sviluppo psicologico di ogni bambino. Essa, però, negli introversi, si realizza con una tale intensità da rendere del tutto secondario il rapporto con i coetanei.
In quest'identificazione potente e persistente almeno sino all'adolescenza si può leggere l'espressione di una vocazione viscerale ad essere sul registro della perfezione, della grandezza, della consapevolezza - doti che vengono regolarmente attribuite ai grandi. E' come se il bambino introverso alienasse le sue potenzialità di sviluppo vedendole già realizzate dagli adulti. Di fatto, quest'alienazione, che può essere fonte di molteplici delusioni via via che si allenta, giustifica la tendenza a privilegiare il rapporto con gli adulti.

La conseguenza di quest'idealizzazione però può non essere positiva. Per un verso, essa infatti promuove un'accondiscendenza totale del bambino in rapporto ai desideri, consci e inconsci, degli adulti. Se questi lo investono di aspettative perfezionistiche, è inevitabile che il bambino introverso ne rimanga catturato e faccia ogni sforzo possibile per conformarsi ad esse. Questo meccanismo rappresenta la matrice di un modo di essere infantile caratterizzato da una precoce maturità comportamentale tale per cui, fin dall'età di 4-5 anni, il bambino introverso sembra un adulto in miniatura. Questa condizione, che gli permette di ricevere gratificazioni molteplici dagli adulti, a casa, nella cerchia dei parenti o degli amici di famiglia, a scuola, ecc., è la stessa che scava un solco rispetto ai coetanei, che sono più spontanei, meno controllati, meno ligi alle regole educative.

L'altro aspetto è legato al senso di giustizia, emozione innata che appare sempre precocemente spiccata negli introversi. Nel momento in cui essi si rapportano, per un verso, alle autorità, assolvendone le aspettative e rispettandone le regole, e, per un altro, agli altri con un'estrema sensibilità che vieta loro di arrecare dispiacere, ferire, aggredire, essi sono indotti a vivere questo come se fosse la cosa più naturale del mondo. In conseguenza di questo, essi si aspettano che gli altri si comportino allo stesso modo.
La delusione di quest'aspettativa, riguardi essa il mondo dei grandi o dei coetanei, determina spesso reazioni di rabbia interiore molto intense,un irrigidimento e una diffidenza nei confronti del mondo che, spesso, a livello inconscio, si mantiene anche in età adulta.
La precoce maturità comportamentale, riferita soprattutto alle aspettative del mondo adulto, e l'irrigidimento conseguente alla scoperta delle "ingiustizie" perpetrate dagli adulti e dai coetanei, determinano nel complesso un modo di essere "strano": sorprendentemente e eccessivamente maturo per un verso, riservato e chiuso per un altro.

La "chiusura" dell'introverso è l'aspetto comportamentale destinato ad incidere profondamente nella carriera sociale e nella definizione stessa di sé. Esso rappresenta la somma di due diversi fattori che vengono costantemente confusi. Per un verso, la chiusura fa capo ad una limitazione costituzionale delle capacità comunicative. L'introverso
dispone di un solo registro comunicativo congeniale, che è un registro profondo. Egli dunque riesce a sintonizzarsi solo laddove si dà un certo grado di affinità. La comunicazione quotidiana, che è fatta di luoghi comuni, di convenzioni, di discorsi fatui, di parole usate per scongiurare il silenzio lo imbarazza e lo mette a disagio.

Per un altro verso, la chiusura è da ricondurre al timore di rimanere ferito dagli altri. L'introverso, in nome della sua sensibilità, ha una tendenza naturale a preoccuparsi delle conseguenze dei suoi comportamenti a carico degli altri: è tendenzialmente scrupoloso. Interagire con un mondo nel quale le persone si comportano spontaneamente, spesso dicendo e facendo, senza rendersene conto, cose che dispiacciono, turbano o addirittura offendono gli altri, è un dramma. L'introverso si chiede come sia possibile una cosa del genere. Partendo dalla sua esperienza interiore, egli può giungere solo a pensare che gli altri siano rozzi e insensibili. Questa conclusione dà alla chiusura un carattere difensivo.

Purtroppo, dall'esterno, la chiusura dell'introverso non è mai colta nel suo autentico significato.
Più spesso viene scambiata per un modo di essere scostante, superbo, rifiutante, se non addirittura sprezzante. D'acchito, insomma, a livello sociale l'introverso risulta antipatico alla maggioranza delle persone, e viene trattato come tale. Egli si rende conto di questo, lo ritiene ingiusto, spesso si arrabbia. Ma, non essendo in grado di esprimere la rabbia o avendo timore di esprimerla per non offendere gli altri, la
cova dentro di sé. Questo significa che egli accentua le sue difese rispetto al mondo. S'instaura di conseguenza un circolo vizioso interattivo, per cui più l'introverso si chiude più egli riceve delle risposte sociali negative. La conseguenza di questo circolo vizioso è un senso doloroso di diversità e di estraneità rispetto al mondo, che convive spesso con una rabbia cieca contro tutto e contro tutti.

Naturalmente, la rabbia si produce più facilmente se, come capita spesso in fase evolutiva, l'introverso viene investito da giudizi negativi, attaccato verbalmente o addirittura fisicamente.

La percezione di una diversità radicale e la rabbia possono dare luogo a diverse carriere evolutive. Se la diversità rimane associata ad un sentimento di valore, essa può promuovere un isolamento sociale sotteso da un disprezzo consapevole e profondo nei confronti degli altri. Se essa viceversa mina il sentimento di valore personale, l'introverso può essere spinto a tentare di normalizzarsi, di agire cioè come se fosse estroverso. Date le sue qualità, egli può riuscire anche brillantemente in questa mimesi, ma il prezzo è un falso io, dietro il quale il giudizio nei confronti degli altri può rimanere implacabilmente denigratorio. Ovviamente, il falso io comporta anche una percezione negativa di sé, più o meno consapevole. Lo sviluppo peggiore però avviene allorché un introverso, oppresso dalla propria sensibilità, che lo induce ad essere scrupoloso e ad incolparsi per un nonnulla e ferito dagli estroversi, che agiscono spesso senza interrogarsi sulle loro conseguenze a carico degli altri, decide di risolvere il problema rimuovendo la propria sensibilità e dandosi una maschera di forza, di durezza e, al limite estremo, di cinismo. Anche in questo caso, l'introverso, mettendo a frutto le sue qualità, può ingannare, oltre che se stesso, anche gli altri. La rimozione della sensibilità estingue i sensi di colpa, che però si accumulano a livello inconscio, e, prima o poi, presentano il conto.


Luigi Anepeta è semplicemente un grande. Sto cercando di procurarmi i suoi libri, in biblioteca sembrano non esistere, e anche negli store online non sono facili da trovare...ma prima o poi saranno miei!