E' una grande fregatura essere sensibili e gentili. Passi la vita facendo attenzione ad ogni parola, ad ogni gesto, che siano il più possibile delicati e calibrati e che non feriscano gli altri, fai attenzione a non disturbare e a non chiedere troppo (anzi a volte non chiedi proprio nulla), sei sempre pronto ad ascoltare e a farti carico dei problemi degli altri anche quando i tuoi sono altrettanto grandi e avresti una voglia immensa di veder ricambiato l'ascolto e la pazienza che offri. Fai buon viso a cattivo gioco le volte che i comportamenti e le parole degli altri ti feriscono perchè vengono usati a caso o perchè non c'è nemmeno un pizzico di buon senso, empatia e sensibilità... e la maggior parte delle persone che ti stanno attorno non ha la minima idea della fatica che c'è dietro a questo modo di fare indotto dalla sensibilità, non si rendono minimamente conto di quanto ti costi, ti vedono gentile e tranquilla e pensano che per te sia sempre tutto facile e bello. Però se una volta ogni mille sei meno attenta, meno gentile e meno disponibile, quale che sia il motivo - e magari di motivi ne hai parecchi e validissimi - ecco che sono tutti pronti a risentirsi e non te lo perdoneranno mai, perchè ai loro occhi tu DEVI essere quella sempre pacata, generosa, comprensiva, disposta a lasciar correre, anche quando vieni offesa, anche quando si ricordano di te solo se hanno bisogno di qualcosa e poi ti buttano da parte come uno straccio usato.
E allora sapete che vi dico? Invidio gli egoisti, gli stronzi e i prepotenti, quelli aggressivi che se ne fregano se quello che fanno e dicono disturba o ferisce gli altri, che pretendono anche quello che non gli spetta, che si incazzano per ogni niente, che urlano, che se non fai come vogliono loro ti tolgono il saluto, che credono di essere al centro del mondo e che gli altri siano al loro servizio, che chiedono - pretendono! - ma che non danno quasi mai niente in cambio, che prevaricano, che non rispettano...la loro vita è immensamente più facile e felice di quella delle persone sensibili! Perchè nessuno si azzarda a infastidirli, a prenderli in giro, a usarli quando gli fa comodo per poi buttarli via, nessuno si azzarda a non rispettarli, quando di rispetto ne meritano sicuramente di meno di quanto ne meriterebbero le persone che non farebbero del male a una mosca...
introversa, altamente sensibile, in viaggio per ritrovarmi. Perchè non voglio mai più fare a meno di me stessa
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sabato 29 luglio 2017
fuck you
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martedì 6 ottobre 2015
svelarsi
Ho riflettuto parecchio prima di rendere pubblico questo blog qualche mese fa. In precedenza era privato, una specie di diario segreto digitale a cui potevo accedere solo io (a differenza del diario segreto cartaceo della mia infanzia e adolescenza che non era mai veramente al sicuro dalle incursioni dei miei fratelli curiosi e invadenti :P). Per me non è per niente facile espormi in questo modo, raccontarmi, mettere a nudo la mia personalità, esporre i risultati delle mie infinite riflessioni, delle mie ricerche, del mio percorso di vita. O meglio, la parte difficile è quella che riguarda la condivisione, il dare in pasto al mondo là fuori la mia anima, la mia essenza, le mie caratteristiche più profonde. Svelandosi per come si è, senza veli o maschere, si diventa estremamente vulnerabili agli attacchi altrui, ma è anche immensamente liberatorio. Tanto non c'è praticamente nessuno che legge questi miei post, visto anche che non pubblicizzo il blog, quindi i segreti della mia personalità sono relativamente al sicuro XD
Per molto, molto tempo ho considerato la sensibilità e l'introversione come dei difetti, li odiavo perchè mi rendevano così diversa dagli altri, perchè rimanevo ferita da (o dalla mancanza di) parole, gesti, sguardi, sfumature a cui la maggior parte di chi mi stava attorno non faceva nemmeno caso, rimanevo scossa da ogni minima cosa che la mia sensibilità mi segnalava come sbagliata/problematica/ingiusta. Allo stesso tempo ai miei gesti misurati, alle mie parole pensate e ripensate, alle mille sfumature di certi miei atteggiamenti non veniva riconosciuta l'importanza che invece avevano ai miei occhi. Gli altri non erano in grado di notare e riconoscere che tutto quello che facevo e dicevo scaturiva dal profondo della mia anima. Empatia, delicatezza, rispetto, comprensione, tutto passava inosservato, mi sembrava di sprecare energie per persone che vedevano attraverso un filtro in bianco e nero un mondo che io con fatica coloravo con un'infinità di colori (ancora adesso molto spesso è così, ma ho imparato a conviverci).
Per anni mi sono sentita isolata, una mosca bianca, credevo di essere l'unica con quegli aspetti della personalità che mi rendevano fragile, strana agli occhi degli altri, silenziosa... mi sono sentita dire un'infinità di volte da persone diverse e in contesti diversissimi "tu pensi troppo, tu ti fai troppe domande, tu reagisci in modo troppo intenso, tu analizzi troppo le situazioni, tu sei troppo emotiva, tu stai troppo attenta ai dettagli, tu ricordi troppe cose", e ogni volta a chi mi diceva così rispondevo, ma solo mentalmente, che secondo me erano loro a pensare troppo poco, a farsi troppe poche domande, a reagire in modo troppo blando, ad analizzare troppo poco, ad avere troppa poca emotività, a notare troppo poco i dettagli e a ricordare troppo poco.
Insomma, per un certo periodo credevo che nascondermi fosse la soluzione, che il mondo non volesse le persone come me, che la sensibilità e l'introversione fossero delle sfortune che rendevano inadatti alla vita.
Poi, per fortuna, sono cresciuta, ho camminato lungo altre strade, frequentato altri ambienti, conosciuto altre persone, ho letto tanto, ho riflettuto ancora di più, ho appreso tante cose, ogni tanto ho trovato qualcuno che mi apprezzava per com'ero e non per come il resto del mondo si aspettava che fossi. Non c'è cosa più gratificante e meravigliosa che essere accettati esattamente per come si è!
Ho preso atto del fatto che sensibilità e introversione sono due caratteristiche, e come qualsiasi altra caratteristica hanno aspetti positivi e aspetti negativi. Possono sembrare delle debolezze, a volte lo sono, altre volte sono estremamente arricchenti perchè permettono di vedere e sentire ciò che chi non le ha non potrà mai vedere e sentire.
Per me rimane molto difficile aprirmi verso l'esterno, da vera introversa quale sono, ma quando lo faccio di solito non me ne pento perchè la mia sensibilità e il mio intuito mi permettono di scegliere con cura le persone a cui mostrare tutto o quasi di me stessa. E comunque il rischio che qualcuno possa approfittare del mio mettermi a nudo per ferirmi vale la pena di essere corso, perchè là fuori ci sono davvero persone che meritano di conoscere le parti migliori di me, quelle che conservo al sicuro proprio per chi dimostra di meritarle.
Comunque ho deciso di fare un giochino, ogni settimana posterò una frase su uno dei temi che mi stanno a cuore in questo periodo (indovinate? Esatto! Sensibilità e introversione!). La maggior parte di queste frasi provengono da un paio di pagine facebook che seguo e contengono al loro interno il riferimento a suddette pagine, altre invece le ho trovate in giro per il web e non per tutte è possibile creditare il legittimo proprietario. Quelle che metterò sono le frasi in cui mi ritrovo di più, quelle che mi rispecchiano totalmente, che mi descrivono meglio di come potrei fare io stessa.
Per molto, molto tempo ho considerato la sensibilità e l'introversione come dei difetti, li odiavo perchè mi rendevano così diversa dagli altri, perchè rimanevo ferita da (o dalla mancanza di) parole, gesti, sguardi, sfumature a cui la maggior parte di chi mi stava attorno non faceva nemmeno caso, rimanevo scossa da ogni minima cosa che la mia sensibilità mi segnalava come sbagliata/problematica/ingiusta. Allo stesso tempo ai miei gesti misurati, alle mie parole pensate e ripensate, alle mille sfumature di certi miei atteggiamenti non veniva riconosciuta l'importanza che invece avevano ai miei occhi. Gli altri non erano in grado di notare e riconoscere che tutto quello che facevo e dicevo scaturiva dal profondo della mia anima. Empatia, delicatezza, rispetto, comprensione, tutto passava inosservato, mi sembrava di sprecare energie per persone che vedevano attraverso un filtro in bianco e nero un mondo che io con fatica coloravo con un'infinità di colori (ancora adesso molto spesso è così, ma ho imparato a conviverci).
Per anni mi sono sentita isolata, una mosca bianca, credevo di essere l'unica con quegli aspetti della personalità che mi rendevano fragile, strana agli occhi degli altri, silenziosa... mi sono sentita dire un'infinità di volte da persone diverse e in contesti diversissimi "tu pensi troppo, tu ti fai troppe domande, tu reagisci in modo troppo intenso, tu analizzi troppo le situazioni, tu sei troppo emotiva, tu stai troppo attenta ai dettagli, tu ricordi troppe cose", e ogni volta a chi mi diceva così rispondevo, ma solo mentalmente, che secondo me erano loro a pensare troppo poco, a farsi troppe poche domande, a reagire in modo troppo blando, ad analizzare troppo poco, ad avere troppa poca emotività, a notare troppo poco i dettagli e a ricordare troppo poco.
Insomma, per un certo periodo credevo che nascondermi fosse la soluzione, che il mondo non volesse le persone come me, che la sensibilità e l'introversione fossero delle sfortune che rendevano inadatti alla vita.
Poi, per fortuna, sono cresciuta, ho camminato lungo altre strade, frequentato altri ambienti, conosciuto altre persone, ho letto tanto, ho riflettuto ancora di più, ho appreso tante cose, ogni tanto ho trovato qualcuno che mi apprezzava per com'ero e non per come il resto del mondo si aspettava che fossi. Non c'è cosa più gratificante e meravigliosa che essere accettati esattamente per come si è!
Ho preso atto del fatto che sensibilità e introversione sono due caratteristiche, e come qualsiasi altra caratteristica hanno aspetti positivi e aspetti negativi. Possono sembrare delle debolezze, a volte lo sono, altre volte sono estremamente arricchenti perchè permettono di vedere e sentire ciò che chi non le ha non potrà mai vedere e sentire.
Per me rimane molto difficile aprirmi verso l'esterno, da vera introversa quale sono, ma quando lo faccio di solito non me ne pento perchè la mia sensibilità e il mio intuito mi permettono di scegliere con cura le persone a cui mostrare tutto o quasi di me stessa. E comunque il rischio che qualcuno possa approfittare del mio mettermi a nudo per ferirmi vale la pena di essere corso, perchè là fuori ci sono davvero persone che meritano di conoscere le parti migliori di me, quelle che conservo al sicuro proprio per chi dimostra di meritarle.
Comunque ho deciso di fare un giochino, ogni settimana posterò una frase su uno dei temi che mi stanno a cuore in questo periodo (indovinate? Esatto! Sensibilità e introversione!). La maggior parte di queste frasi provengono da un paio di pagine facebook che seguo e contengono al loro interno il riferimento a suddette pagine, altre invece le ho trovate in giro per il web e non per tutte è possibile creditare il legittimo proprietario. Quelle che metterò sono le frasi in cui mi ritrovo di più, quelle che mi rispecchiano totalmente, che mi descrivono meglio di come potrei fare io stessa.
giovedì 10 settembre 2015
una marea di link per conoscere e conoscersi
Ultimamente ho letto veramente tanti articoli su introversione, personalità INFJ, alta sensibilità e quant'altro, mi sono stati utilissimi per capirmi e conoscermi e sarebbero utilissimi per qualunque altro introverso, ma anche per chi non è introverso o altamente sensibile ma vuole entrare in contatto con questo mondo, perchè magari ha un amico o un partner che appartiene a questo micro-cosmo.
All'inizio volevo fare un collage dei passaggi più significativi tratti dai vari siti , ma poi tra copia-incolla e link da inserire per dare il giusto credito ai vari autori degli articoli a cui mi ispiro ho realizzato che forse è meglio inserire direttamente i link e amen. Se uno non ha la voglia e la pazienza di leggere qualche pagina allora non merita di conoscere a fondo i segreti delle personalità introverse u.u
Alcuni articoli sono seri e profondi, altri sono scritti in modo più leggero e ironico, ma non per questo mancano di spessore. Alcuni hanno un tono scientifico mentre altri sono più frivoli o sembrano patetici, ma hanno tutti almeno una perla, una frase degna di nota, un concetto che vale la pena ricordare. Si tratta solo di modi diversi di raccontare la stessa realtà. Molto spesso, navigando tra le diverse pagine, si leggono le stesse cose o cose molto simili ripetute, e visto che si tratta sempre dello stesso argomento è più che normale che certi concetti tornino fuori in continuazione.
Alcune di queste pagine le ho sicuramente già linkate in qualche post del passato, pazienza, repetita iuvant!
Link in italiano. Non c'è moltissimo materiale in italiano, ma tra il poco che c'è si trovano scritti di qualità, come quelli di Luigi Anepeta.
Nil Alienum sito di Luigi Anepeta. Di lui ho già parlato. Il sito è ricchissimo di contenuti, alcuni molto specifici e non così semplici e immediati da comprendere. Ma vale la pena dargli un'occhiata. In particolare tutta la sezione dedicata all'introversione è preziosissima!
Vademecum sull'introversione
Il dramma degli introversi nel nostro mondo
Cos'è l'introversione
Dieci modi in cui gli introversi interagiscono diversamente con il mondo
10 miti da sfatare sull'introversione
Perché le persone sensibili interagiscono diversamente col resto del mondo
Introversi, 15 cose che non ti diranno mai
Link in inglese. Qui entriamo in un universo molto più ampio. Al di là dei confini del nostro paese e della nostra lingua la questione è trattata in modo molto più approfondito e da più tempo, per cui c'è una quantità e una varietà di materiale notevole. C'è veramente solo l'imbarazzo della scelta!
Introvert, Dear una vera miniera di informazioni! Questo sito mi piace davvero tanto. Contiene articoli, vignette, citazioni, è uno dei miei siti preferiti in tema. Gli articoli non sono troppo lunghi, anzi, e c'è una sezione in cui vengono analizzati i tipi di personalità introversa. Utile e anche divertente.
In particolare ho apprezzato questi, ma sono solo una piccola parte dei contenuti del sito.
The science behind why introverts needs 'alone time'
What are introverts like as kids?
25 honest confessions of a introvert
21 signs you're an INFJ personality type
10 type secrets of the INFJ
What INFJs want in a relationship
10 pros and cons of being an INFJ personality type
Quiet revolution il sito di Susan Cain, autrice del libro Quiet: The Power of Introverts in a World That Can’t Stop Talking. Il libro è stato tradotto anche in italiano e si trova facilmente in librerie e biblioteche. Nel sito ci sono le sezioni Quiet Diaries e Quiet Revolutionaries...a voi il piacere di scoprirle!
Nurturing Your Natural Strengths as an Introvert
The Gifts of Introversion
Bradgarbus - INFJ Articles questo sito è vastissimo, a me interessa solo la parte "generica" sull'introversione, ma volendo si può approfondire la vita dell'autore. Ci sono moltissimi articoli sulla personalità INFJ. In questo sito ho letto alcune tra le cose che mi hanno colpita ed emozionata di più per la profondità e la verità contenute in quelle frasi. Molto spesso i contenuti sono copiati o modificati partendo da altri siti o blog ma viene sempre creditato l'autore, diciamo che è comodo averli tutti raggruppati in un unico posto senza doverli cercare in giro per il web.
A Little Left of Normal: INFJ
Top 10 Things Every INFJ Wants You to Know
13 Signs You’re A Classic INFJ
Being friends with an INFJ
Everything or Nothing - INFJ
INFJ - Details and Depths
INFJ Anger style
Caring for Your Introvert
10 Ways Introverts Interact Differently With The World
7 False Assumptions Made About Introverts
10 Things About Love Only Introverts Would Understand
What it Means to Have an Introvert Personality
10 Reasons Why Introverts Are Incredibly Attractive People
Things You Should Know About INFJs
How To Be Friends With an INFJ
24 Struggles All INFJs can Understand
INFJs: The Bad, The Good, and the Ineffable
Link sull'alta sensibilità (Highly Sensitive Person)
The highly sensitive person intero sito dedicato alle persone altamente sensibili, con varie risorse tra cui altri link, test, blog, eccetera.
11 Powerful Ways to Protect Your Sensitivity
HSP: Persone altamente sensibili
Chi sono le Persone Altamente Sensibili?
C'è parecchia carne al fuoco! Volevo anche parlare un po' dei test di personalità ma è meglio farlo in separata sede per non appesantire troppo questo post.
All'inizio volevo fare un collage dei passaggi più significativi tratti dai vari siti , ma poi tra copia-incolla e link da inserire per dare il giusto credito ai vari autori degli articoli a cui mi ispiro ho realizzato che forse è meglio inserire direttamente i link e amen. Se uno non ha la voglia e la pazienza di leggere qualche pagina allora non merita di conoscere a fondo i segreti delle personalità introverse u.u
Alcuni articoli sono seri e profondi, altri sono scritti in modo più leggero e ironico, ma non per questo mancano di spessore. Alcuni hanno un tono scientifico mentre altri sono più frivoli o sembrano patetici, ma hanno tutti almeno una perla, una frase degna di nota, un concetto che vale la pena ricordare. Si tratta solo di modi diversi di raccontare la stessa realtà. Molto spesso, navigando tra le diverse pagine, si leggono le stesse cose o cose molto simili ripetute, e visto che si tratta sempre dello stesso argomento è più che normale che certi concetti tornino fuori in continuazione.
Alcune di queste pagine le ho sicuramente già linkate in qualche post del passato, pazienza, repetita iuvant!
Link in italiano. Non c'è moltissimo materiale in italiano, ma tra il poco che c'è si trovano scritti di qualità, come quelli di Luigi Anepeta.
Nil Alienum sito di Luigi Anepeta. Di lui ho già parlato. Il sito è ricchissimo di contenuti, alcuni molto specifici e non così semplici e immediati da comprendere. Ma vale la pena dargli un'occhiata. In particolare tutta la sezione dedicata all'introversione è preziosissima!
Vademecum sull'introversione
Il dramma degli introversi nel nostro mondo
Cos'è l'introversione
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Perché le persone sensibili interagiscono diversamente col resto del mondo
Introversi, 15 cose che non ti diranno mai
Link in inglese. Qui entriamo in un universo molto più ampio. Al di là dei confini del nostro paese e della nostra lingua la questione è trattata in modo molto più approfondito e da più tempo, per cui c'è una quantità e una varietà di materiale notevole. C'è veramente solo l'imbarazzo della scelta!
Introvert, Dear una vera miniera di informazioni! Questo sito mi piace davvero tanto. Contiene articoli, vignette, citazioni, è uno dei miei siti preferiti in tema. Gli articoli non sono troppo lunghi, anzi, e c'è una sezione in cui vengono analizzati i tipi di personalità introversa. Utile e anche divertente.
In particolare ho apprezzato questi, ma sono solo una piccola parte dei contenuti del sito.
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21 signs you're an INFJ personality type
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Quiet revolution il sito di Susan Cain, autrice del libro Quiet: The Power of Introverts in a World That Can’t Stop Talking. Il libro è stato tradotto anche in italiano e si trova facilmente in librerie e biblioteche. Nel sito ci sono le sezioni Quiet Diaries e Quiet Revolutionaries...a voi il piacere di scoprirle!
Nurturing Your Natural Strengths as an Introvert
The Gifts of Introversion
Bradgarbus - INFJ Articles questo sito è vastissimo, a me interessa solo la parte "generica" sull'introversione, ma volendo si può approfondire la vita dell'autore. Ci sono moltissimi articoli sulla personalità INFJ. In questo sito ho letto alcune tra le cose che mi hanno colpita ed emozionata di più per la profondità e la verità contenute in quelle frasi. Molto spesso i contenuti sono copiati o modificati partendo da altri siti o blog ma viene sempre creditato l'autore, diciamo che è comodo averli tutti raggruppati in un unico posto senza doverli cercare in giro per il web.
A Little Left of Normal: INFJ
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INFJs: The Bad, The Good, and the Ineffable
Link sull'alta sensibilità (Highly Sensitive Person)
The highly sensitive person intero sito dedicato alle persone altamente sensibili, con varie risorse tra cui altri link, test, blog, eccetera.
11 Powerful Ways to Protect Your Sensitivity
HSP: Persone altamente sensibili
Chi sono le Persone Altamente Sensibili?
C'è parecchia carne al fuoco! Volevo anche parlare un po' dei test di personalità ma è meglio farlo in separata sede per non appesantire troppo questo post.
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martedì 18 agosto 2015
introversion, intuition, feeling, judgment
Un po' alla volta vado avanti nella ri-scoperta di me stessa. E' un processo a volte lento e a volte velocissimo, a volte doloroso e a volte illuminante, sicuramente è emozionante, o per dirla con un termine inglese che secondo me esprime benissimo il concetto, overwhelming. Scoprirsi, capirsi, riconoscersi, ritrovarsi...è eccezionale! Quasi una cosa esaltante, dopo anni passati sentendomi incompresa, sola, con la sensazione di provenire da un altro pianeta, alla ricerca costante - ma quasi sempre vana - negli occhi delle altre persone di quella scintilla che mi avrebbe fatto intuire che mi capivano, che erano come me...all'improvviso tutto acquista senso, i vari pezzi si mettono come per magia al posto giusto. Non sono malata, pazza, troppo strana. Sono io, solo io. E come me ci sono chissà quante altre persone! Arrivare a sapere e capire CHI sei davvero è incredibile, si ha la
sensazione di stare per scoppiare dalla contentezza, dalla
soddisfazione, dal sollievo. Però è allo stesso tempo una strada faticosissima, che prosciuga le energie mentali alla velocità della luce, che costringe a prendersi delle lunghe e frequenti pause per metabolizzare quello che si sta scoprendo e capendo...
E' come se, finalmente, mi fosse stato tolto da davanti un velo che falsava la percezione di come mi vedevo ma anche quello che vedevo del resto del mondo. E niente, trovo che tutto questo sia estremamente affascinante. Difficile, certo, ma emozionante all'ennesima potenza!
E' come se, finalmente, mi fosse stato tolto da davanti un velo che falsava la percezione di come mi vedevo ma anche quello che vedevo del resto del mondo. E niente, trovo che tutto questo sia estremamente affascinante. Difficile, certo, ma emozionante all'ennesima potenza!
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martedì 12 agosto 2014
altamente sensibili
Oggi ho letto un po' di cose su quelle che vengono definite persone altamente sensibili...e come era successo anche in passato con i libri di Alice Miller, ho ritrovato una grande parte di me nelle descrizioni che vengono fatte e nei racconti di altre persone così sensibili...ho scoperto un altro codice di lettura per decifrarmi ulteriormente e quindi, si spera, per imparare ad auto-gestirmi e a stare bene con me stessa nel mondo che mi circonda e che non è per niente a misura di sensibilità.
In particolare mi hanno colpito alcuni passaggi che riporto, dagli articoli linkati poi sotto
"In inglese le due condizioni si definiscono: Highly sensitive persone HSP e Highly empathic temperament HET. La prima definizione si deve a Elaine Aron, la seconda a Jeffrey Young. Nel primo caso Elaine Aron cercava di delineare un soggetto che non rientrava perfettamente nelle categorie classiche di ritiro sociale: timidezza, ansia o fobia sociale, introversione, inibizione sociale. La definizione descrive un soggetto che analizza finemente i dati in ingresso, capace di cogliere dettagli per altri insignificanti, ma di rimanere però sopraffatto dall'eccesso emotivo associato a questa capacità. Nel secondo caso, Jeffrey Young non era soddisfatto completamente della definizione del tipo psicologico scoperto e ne proponeva un'altra, quella di temperamento estremamente empatico, una condizione in cui il soggetto è centrato più sugli altri che su se stesso. Analizzando brevemente le due descrizioni direi che presentano alcuni tratti comuni che possono rendere i soggetti HSP e HET molto vicini dal punto di vista psicologico, per la possibilità che suscettibilità ed empatia siano due caratteristiche continue, ovvero che abbiano molti aspetti condivisi. Alcune caratteristiche peculiari del soggetto HSP riguardano la sua necessità di essere sotto stimolato, a causa del processamento fine di ogni ingresso sensoriale e dell'estrema analisi cui sottopone ogni stimolo. La necessità di un ambiente non troppo stimolante è dunque legata all'eccesso di processamento, che genererebbe una sovraeccitazione.Quali sono le caratteristiche del soggetto empatico? Una capacità di comprensione e immedesimazione forte nei confronti degli altri, umani o animali che siano. Questa capacità di comprendere lo stato d'animo altrui e di esserne condizionato ovvero condividerlo, la possiamo associare alla grande capacità analitica del soggetto HSP? Anche in questo caso vi è un segnale che porta ad una risposta sovradimensionata rispetto alla norma. Nel caso del soggetto HSP, un piccolo gesto dell'altro può assumere un valore enorme, soprattutto in negativo. Questa capacità di associare una forte valenza emotiva agli atti dell'altro è tipica anche del soggetto HET (empatico), che si lascia coinvolgere dalle vicissitudini altrui. E' sempre un prendere in carico su di sè una quantità emotiva legata all'altro: nel caso della persona suscettibile o permalosa o sensibile (HSP) l'altro diventa tanto importante (anche se sconosciuto) da causare una vera e propria sofferenza emotiva; nel caso della persona empatica, l'altro diventa tanto importante da essere fonte di condivisione della sofferenza emotiva."
"la sensibilità è un dono, un dono raro; le persone che la possiedono, sono portatrici di un bene prezioso che non si acquisisce con lo studio, anche se lo si può affinare con l’esperienza: e, in questo senso, sono sempre esistite nel corso della storia e, forse, continueranno ad esistere, anche se alquanto ridotte di numero.
Tuttavia, mentre essa veniva apprezzata o, almeno, trovava spazio per manifestarsi in una società ancora a misura d’uomo, come era quella pre-industriale (pur con tutti i suoi limiti innegabili), si direbbe che, oggi, essa sia diventata superflua e che nessuno, o molti pochi, si dolgano della sua progressiva scomparsa, come il mondo potesse benissimo farne a meno.
Le virtù dell’animo che oggi vengono maggiormente apprezzate e lodate sono l’intelligenza pratica (anche se disgiunta da una valutazione complessiva dei problemi), la determinazione nel perseguire i propri obiettivi (senza farsi troppi scrupoli), la sicurezza di sé (indipendentemente dall’esatta valutazione del proprio valore), la flessibilità mentale (spinta fino ad accettare i peggiori compromessi), la disinvoltura in qualsiasi circostanza (fino alle forme più discutibili di esibizionismo e narcisismo).
La sensibilità è fra le doti non indispensabili. Che cosa se ne farebbe il cittadino del terzo millennio, tutto proteso a conquistarsi il proprio spazio sociale, a ritagliarsi la propria fettina di visibilità, di successo (anche economico), di gratificazione esteriore? In un mondo che si disinteressa di fini e di valori, ma che punta quasi esclusivamente alla soluzione di problemi pratici, a che cosa può servire la sensibilità, una dote non spendibile in termini quantitativi?
Si dimentica che la sensibilità è alla base sia della creazione artistica, sia dell’intuizione dei grandi problemi scientifici; e, soprattutto, che costituisce un fattore indispensabile per l’armoniosa convivenza degli individui all’interno della società: perché, una volta spogliato di essa, qualunque gruppo umano finisce per generare continuamente attriti e tensioni che, una volta instaurati, è difficilissimo controllare e disinnescare.
La sensibilità è quella dote che spinge l’amico a farsi avanti non appena intuisce l’esistenza di una difficoltà, prima che si trovi il coraggio di chiamarlo; che risolve amichevolmente i malintesi, prima che degenerino in astiosi e prolungati rancori; che mette gli altri a proprio agio, nelle situazioni in cui si sentono esposti e indifesi; che scioglie in un sorriso tensioni vecchie e nuove, portando una nota gentile di freschezza e leggerezza; che apre gli occhi avanti allo spettacolo incantevole del mondo e sa renderne partecipi anche i cuori più distratti.
La sensibilità è la mano soave di una donna che orna con un vaso di fiori una stanza nuda e spoglia, portandovi una nota di colore e di calore.
La sensibilità è, anche, la parola giusta pronunciata al momento giusto, così come il silenzio affettuoso e partecipe, quando non vi sono parole adeguate alla situazione.
La sensibilità è saper godere delle piccole cose, delle piccole gioie, e trasmetterne il segreto anche agli altri, addolcendone le asprezze e medicandone le ferite.
La sensibilità è l’atteggiamento di delicatezza e di profondo rispetto con cui l’io si rapporta al tu, vedendo sempre in esso un soggetto di pari dignità e mai un semplice mezzo.
Labpersona dotata di sensibilità possiede una ricchezza in più, che la mette in grado di cogliere aspetti del reale i quali sfuggono ad altri, alimentando così incessantemente la propria profonda umanità.
Al tempo stesso, è indubbio che la persona sensibile soffre più delle altre, perché si trova esposta a quegli strali che individui dalla pelle più spessa non avvertono neppure e perché vede con maggiore chiarezza la grande distanza che separa il reale dall’ideale.
Un bambino sensibile, ad esempio, soffrirà in modo più intenso e tormentoso della mancanza di affetto dei genitori, della cattiveria dei compagni o di una crudele malattia che ha colpito una persona a lui cara; tuttavia, anche le sue risorse sono in proporzione alla sua sensibilità, per cui difficilmente egli si troverà del tutto indifeso davanti ai colpi della vita.
Il fatto che la persona sensibile sia, per un certo aspetto, più esposta, non significa che la sensibilità sia un dono avvelenato per coloro che lo ricevono, perché le possibilità positive che essa conferisce superano immensamente gli svantaggi, al punto che non è nemmeno possibile istituire un raffronto tra questi e quelle.
Per quanto maggiormente esposta ad essere ferita da taluni circostanze della vita, la persona sensibile possiede, non di rado, una visione del reale così profonda e radicata, così matura e consapevole, da poter elaborare anche gli strumenti per riflettere sulla propria condizione e per apprestare nuove risposte alle sfide che le vengono incontro, spostandole, al tempo stesso, su di un livello sempre più alto e spirituale.
Nulla di quanto accade alla persona sensibile si perde nei rigagnoli e nella palude stagnante del tirare a campare; su tutto ella medita con profonda serietà, cercando in ogni cosa il significato riposto, l’occasione di una evoluzione e di una elevazione. È ricettiva nel miglior senso dell’espressione: tutto il suo essere è spalancato sul mistero della vita.
Ecco perché l’impressione di fragilità, che talvolta le persone sensibili possono dare ad uno sguardo un po’ superficiale, molte volte non corrisponde alla realtà dei fatti. È vero che, in certe situazioni, esse rimangono come disarmate, là dove altre persone non incontrano che lievi difficoltà o anche nessuna; ma è altrettanto vero che ciò vale specialmente per gli ostacoli di ordine inferiore, per quelli che coinvolgono l’essere solo superficialmente."
Le virtù dell’animo che oggi vengono maggiormente apprezzate e lodate sono l’intelligenza pratica (anche se disgiunta da una valutazione complessiva dei problemi), la determinazione nel perseguire i propri obiettivi (senza farsi troppi scrupoli), la sicurezza di sé (indipendentemente dall’esatta valutazione del proprio valore), la flessibilità mentale (spinta fino ad accettare i peggiori compromessi), la disinvoltura in qualsiasi circostanza (fino alle forme più discutibili di esibizionismo e narcisismo).
La sensibilità è fra le doti non indispensabili. Che cosa se ne farebbe il cittadino del terzo millennio, tutto proteso a conquistarsi il proprio spazio sociale, a ritagliarsi la propria fettina di visibilità, di successo (anche economico), di gratificazione esteriore? In un mondo che si disinteressa di fini e di valori, ma che punta quasi esclusivamente alla soluzione di problemi pratici, a che cosa può servire la sensibilità, una dote non spendibile in termini quantitativi?
Si dimentica che la sensibilità è alla base sia della creazione artistica, sia dell’intuizione dei grandi problemi scientifici; e, soprattutto, che costituisce un fattore indispensabile per l’armoniosa convivenza degli individui all’interno della società: perché, una volta spogliato di essa, qualunque gruppo umano finisce per generare continuamente attriti e tensioni che, una volta instaurati, è difficilissimo controllare e disinnescare.
La sensibilità è quella dote che spinge l’amico a farsi avanti non appena intuisce l’esistenza di una difficoltà, prima che si trovi il coraggio di chiamarlo; che risolve amichevolmente i malintesi, prima che degenerino in astiosi e prolungati rancori; che mette gli altri a proprio agio, nelle situazioni in cui si sentono esposti e indifesi; che scioglie in un sorriso tensioni vecchie e nuove, portando una nota gentile di freschezza e leggerezza; che apre gli occhi avanti allo spettacolo incantevole del mondo e sa renderne partecipi anche i cuori più distratti.
La sensibilità è la mano soave di una donna che orna con un vaso di fiori una stanza nuda e spoglia, portandovi una nota di colore e di calore.
La sensibilità è, anche, la parola giusta pronunciata al momento giusto, così come il silenzio affettuoso e partecipe, quando non vi sono parole adeguate alla situazione.
La sensibilità è saper godere delle piccole cose, delle piccole gioie, e trasmetterne il segreto anche agli altri, addolcendone le asprezze e medicandone le ferite.
La sensibilità è l’atteggiamento di delicatezza e di profondo rispetto con cui l’io si rapporta al tu, vedendo sempre in esso un soggetto di pari dignità e mai un semplice mezzo.
Labpersona dotata di sensibilità possiede una ricchezza in più, che la mette in grado di cogliere aspetti del reale i quali sfuggono ad altri, alimentando così incessantemente la propria profonda umanità.
Al tempo stesso, è indubbio che la persona sensibile soffre più delle altre, perché si trova esposta a quegli strali che individui dalla pelle più spessa non avvertono neppure e perché vede con maggiore chiarezza la grande distanza che separa il reale dall’ideale.
Un bambino sensibile, ad esempio, soffrirà in modo più intenso e tormentoso della mancanza di affetto dei genitori, della cattiveria dei compagni o di una crudele malattia che ha colpito una persona a lui cara; tuttavia, anche le sue risorse sono in proporzione alla sua sensibilità, per cui difficilmente egli si troverà del tutto indifeso davanti ai colpi della vita.
Il fatto che la persona sensibile sia, per un certo aspetto, più esposta, non significa che la sensibilità sia un dono avvelenato per coloro che lo ricevono, perché le possibilità positive che essa conferisce superano immensamente gli svantaggi, al punto che non è nemmeno possibile istituire un raffronto tra questi e quelle.
Per quanto maggiormente esposta ad essere ferita da taluni circostanze della vita, la persona sensibile possiede, non di rado, una visione del reale così profonda e radicata, così matura e consapevole, da poter elaborare anche gli strumenti per riflettere sulla propria condizione e per apprestare nuove risposte alle sfide che le vengono incontro, spostandole, al tempo stesso, su di un livello sempre più alto e spirituale.
Nulla di quanto accade alla persona sensibile si perde nei rigagnoli e nella palude stagnante del tirare a campare; su tutto ella medita con profonda serietà, cercando in ogni cosa il significato riposto, l’occasione di una evoluzione e di una elevazione. È ricettiva nel miglior senso dell’espressione: tutto il suo essere è spalancato sul mistero della vita.
Ecco perché l’impressione di fragilità, che talvolta le persone sensibili possono dare ad uno sguardo un po’ superficiale, molte volte non corrisponde alla realtà dei fatti. È vero che, in certe situazioni, esse rimangono come disarmate, là dove altre persone non incontrano che lievi difficoltà o anche nessuna; ma è altrettanto vero che ciò vale specialmente per gli ostacoli di ordine inferiore, per quelli che coinvolgono l’essere solo superficialmente."
- Le HSP (“highly sensitive people”) assorbono molte cose e segnali di cui gli altri difficilmente si accorgono. Per questa ragione si sentono facilmente stimolati, sia positivamente che negativamente. In genere tendono a pensare che sia così anche per gli altri, anche quando non è il caso.
- Una delle caratteristiche più di spicco delle HSP è la tendenza a voler aiutare il prossimo e fare del bene.
- Le prospettive che vedono gli HSP nei confronti delle persone secondo loro con bisogno di aiuto sono grandi e tante. Per questa ragione gli HSP possono sembrare impiccioni, visto che possono tendere a offrire il loro aiuto anche quando non è richiesto.
- Le HSP ci mettono poco a cogliere i legami tramite la loro intuizione e vengono comprese poco per questa ragione.
- Le HSP sono molto sensibili per gli stimoli esterni e mostrano spesso sintomi fisici che possono essere scambiati con paura o ansia: tremare, battito cardiaco accelerato, arrossire.
- Quando vengono controllate o giudicate, le persone HSP in genere non sono in grado di funzionare al 100%.
- In genere le HSP non sono particolarmente ferrate nel nozionismo, ma sono spesso portate per lo studio e in particolare lo studio delle lingue.
- Le HSP riconoscono la tendenza ad isolarsi.
- Le HSP riconoscono facilmente se un ambiente sia amichevole o ostile e vengono facilmente influenzate da ciò.
- Le HSP tendono ad avere una bassa autostima in conseguenza a rifiuti.
- Le HSP hanno una fervida immaginazione e fantasia, ed immaginano e si promettono spesso di intraprendere, ma l’intraprendenza in genere non è il loro lato più forte e spesso si trovano chiusi nelle loro idee.
- Le HSP in genere appaiono timide, nonostante siano molto socievoli.
- D’altro canto, le HSP sono molto attente agli sguardi altrui e si sentono facilmente giudicate.
- Le HSP sono brave a motivare ed ispirare gli altri. Spesso sono visionari e vedono cose che sono ancora agli inizi. Per questa ragione possono essere poco compresi ed isolarsi.
- Le HSP tendono a vedere ciò di cui il loro ambiente o gli altri hanno bisogno. Questo può portare ad essere frustrati in caso gli altri non lo vedano o la loro visione di realtà si distanzi troppo da quella altrui.
- L’alta sensibilità non prevale in un genere ed è una caratteristica presente sin dall’infanzia.
- Le HSP sono molto sensibili per dolori sia fisici che psichici propri ed altrui. Questo può portare ad ansia ed ipocondria.
- Le HSP in genere sono perfezioniste: quando decidono di fare qualcosa, la fanno bene. Non tollerano gli errori e sono particolarmente accurate.
- Fattori esterni disturbanti, come ostilità, un ambiente caotico o cose non dette riescono a buttare giù le HSP.
- Le HSP possono avere la sensazione di “svuotarsi” stando a contatto con gli altri.
- Le HSP hanno un desiderio maggiore del normale di essere accettate.
- Le HSP hanno difficoltà nel stabilire i propri limiti, e per questa ragione colgono stimoli anche molto lontani a loro sentendoli come propri.
- Stimoli esterni come luci, rumori, un ambiente affollato, disordinato, odori etc. possono portare a vera e propria stanchezza fisica.
- Le HSP sono ottimi ascoltatori in quanto sono ascoltatori del linguaggio non verbale molto attenti e percepiscono cambiamenti di voce con estrema facilità.
- Gli altri si trovano particolarmente a proprio agio a raccontare i propri problemi alle HSP, che in genere nel proprio gruppo di amici hanno il ruolo di ascoltatore, aiuto o risolvi-problemi.
- Le HSP tendono a procrastinare ed avere una vera e propria avversione per ciò che si “deve” fare, che li mette in agitazione.
- Gli avvenimenti sfortunati o non calcolati possono disorientare molto le HSP.
- Spesso le HSP non si rendono conto di quali siano i propri sentimenti e quali quelli altrui.
- Le HSP sono molto consapevoli delle proprie azioni, dei propri pensieri e delle proprie sensazioni, per cui spesso si alienano o stancano facilmente.
E poi c'è un commento lasciato all'ultimo articolo da cui ho tratto le frasi che ho copiato qui sopra, un commento che mi ha fatta piangere perchè descrive alla perfezione quello che vivo anch'io...
"E’ dura però recitare la parte di quello tranquillo e calmo, sorridere, essere cordiale, stringere mani, baciare persone 24/24, quando in realtà vorresti solo che tutti facessero silenzio e iniziassero a comportarsi onestamente, lealmente, coerentemente. Perchè quasi tutti quelli che conosci in un modo o nell’altro ti hanno fatto del male o ti hanno ferito senza nemmeno essersene accorti, senza che nessuno al mondo se ne sia accorto, come è giusto che sia. Perchè la gente normale non sta male per le idiozie per cui stai male tu. La gente normale non sta male per una parola, tantomeno per un gesto, figuriamoci per uno sguardo. La gente normale non riceve segnali dal movimento degli occhi del proprio interlocutore. Non ne analizza ogni parola per cercarvi l’inganno. La gente normale non ha un cazzo di radar sempre acceso con una lucetta rossa che lampeggia tutto il tempo a segnalare le bugie, i giudizi, l’ostilità e tutti gli altri mali, immaginari e non, che possano derivare dai normali rapporti interpersonali. Alla gente normale non si accelera il battito cardiaco quando entra in un bar per un caffè, o quando arriva davanti allo sportello alle poste.
Io non mi sono mai autocommiserato. Ho capito la situazione in cui ero verso i diciotto anni ed ho cominciato da subito ad accettarla e a conviverci. Ora ne ho quarantaquattro e ingoiare rospi facendo finta che mi piaccia è la mia specialità.
In tutti questi anni sono diventato molto bravo nell’arte della dissimulazione e inoltre riesco a controllare le crisi di pianto ed escandescenze varie abbastanza bene. Mi tengo lontano da determinate persone e ne prediligo altre che nel corso degli anni ho selezionato ed elette ad oasi sensoriali, nel senso che quando sono con loro il radar di cui sopra si spegne e le mie sinapsi si raffreddano un po’.
Non ho mai parlato a nessuno di questo perché avrei orrore di creare turbamento in qualcuno o perché probabilmente verrei frainteso o non capito affatto, e questo sarebbe anche peggio. E’ la prima volta che riesco ad esternare la mia condizione e anche se ora sto piangendo, e mi odio per questo, e magari mai nessuno leggerà questo sfogo, mi sento un po’ più forte di prima."
Io non mi sono mai autocommiserato. Ho capito la situazione in cui ero verso i diciotto anni ed ho cominciato da subito ad accettarla e a conviverci. Ora ne ho quarantaquattro e ingoiare rospi facendo finta che mi piaccia è la mia specialità.
In tutti questi anni sono diventato molto bravo nell’arte della dissimulazione e inoltre riesco a controllare le crisi di pianto ed escandescenze varie abbastanza bene. Mi tengo lontano da determinate persone e ne prediligo altre che nel corso degli anni ho selezionato ed elette ad oasi sensoriali, nel senso che quando sono con loro il radar di cui sopra si spegne e le mie sinapsi si raffreddano un po’.
Non ho mai parlato a nessuno di questo perché avrei orrore di creare turbamento in qualcuno o perché probabilmente verrei frainteso o non capito affatto, e questo sarebbe anche peggio. E’ la prima volta che riesco ad esternare la mia condizione e anche se ora sto piangendo, e mi odio per questo, e magari mai nessuno leggerà questo sfogo, mi sento un po’ più forte di prima."
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