Ho riflettuto parecchio prima di rendere pubblico questo blog qualche mese fa. In precedenza era privato, una specie di diario segreto digitale a cui potevo accedere solo io (a differenza del diario segreto cartaceo della mia infanzia e adolescenza che non era mai veramente al sicuro dalle incursioni dei miei fratelli curiosi e invadenti :P). Per me non è per niente facile espormi in questo modo, raccontarmi, mettere a nudo la mia personalità, esporre i risultati delle mie infinite riflessioni, delle mie ricerche, del mio percorso di vita. O meglio, la parte difficile è quella che riguarda la condivisione, il dare in pasto al mondo là fuori la mia anima, la mia essenza, le mie caratteristiche più profonde. Svelandosi per come si è, senza veli o maschere, si diventa estremamente vulnerabili agli attacchi altrui, ma è anche immensamente liberatorio. Tanto non c'è praticamente nessuno che legge questi miei post, visto anche che non pubblicizzo il blog, quindi i segreti della mia personalità sono relativamente al sicuro XD
Per molto, molto tempo ho considerato la sensibilità e l'introversione come dei difetti, li odiavo perchè mi rendevano così diversa dagli altri, perchè rimanevo ferita da (o dalla mancanza di) parole, gesti, sguardi, sfumature a cui la maggior parte di chi mi stava attorno non faceva nemmeno caso, rimanevo scossa da ogni minima cosa che la mia sensibilità mi segnalava come sbagliata/problematica/ingiusta. Allo stesso tempo ai miei gesti misurati, alle mie parole pensate e ripensate, alle mille sfumature di certi miei atteggiamenti non veniva riconosciuta l'importanza che invece avevano ai miei occhi. Gli altri non erano in grado di notare e riconoscere che tutto quello che facevo e dicevo scaturiva dal profondo della mia anima. Empatia, delicatezza, rispetto, comprensione, tutto passava inosservato, mi sembrava di sprecare energie per persone che vedevano attraverso un filtro in bianco e nero un mondo che io con fatica coloravo con un'infinità di colori (ancora adesso molto spesso è così, ma ho imparato a conviverci).
Per anni mi sono sentita isolata, una mosca bianca, credevo di essere l'unica con quegli aspetti della personalità che mi rendevano fragile, strana agli occhi degli altri, silenziosa... mi sono sentita dire un'infinità di volte da persone diverse e in contesti diversissimi "tu pensi troppo, tu ti fai troppe domande, tu reagisci in modo troppo intenso, tu analizzi troppo le situazioni, tu sei troppo emotiva, tu stai troppo attenta ai dettagli, tu ricordi troppe cose", e ogni volta a chi mi diceva così rispondevo, ma solo mentalmente, che secondo me erano loro a pensare troppo poco, a farsi troppe poche domande, a reagire in modo troppo blando, ad analizzare troppo poco, ad avere troppa poca emotività, a notare troppo poco i dettagli e a ricordare troppo poco.
Insomma, per un certo periodo credevo che nascondermi fosse la soluzione, che il mondo non volesse le persone come me, che la sensibilità e l'introversione fossero delle sfortune che rendevano inadatti alla vita.
Poi, per fortuna, sono cresciuta, ho camminato lungo altre strade, frequentato altri ambienti, conosciuto altre persone, ho letto tanto, ho riflettuto ancora di più, ho appreso tante cose, ogni tanto ho trovato qualcuno che mi apprezzava per com'ero e non per come il resto del mondo si aspettava che fossi. Non c'è cosa più gratificante e meravigliosa che essere accettati esattamente per come si è!
Ho preso atto del fatto che sensibilità e introversione sono due
caratteristiche, e come qualsiasi altra caratteristica hanno aspetti
positivi e aspetti negativi. Possono sembrare delle debolezze, a volte
lo sono, altre volte sono estremamente arricchenti perchè permettono di
vedere e sentire ciò che chi non le ha non potrà mai vedere e sentire.
Per me rimane molto difficile aprirmi verso l'esterno, da vera introversa quale sono, ma quando lo faccio di solito non me ne pento perchè la mia sensibilità e il mio intuito mi permettono di scegliere con cura le persone a cui mostrare tutto o quasi di me stessa. E comunque il rischio che qualcuno possa approfittare del mio mettermi a nudo per ferirmi vale la pena di essere corso, perchè là fuori ci sono davvero persone che meritano di conoscere le parti migliori di me, quelle che conservo al sicuro proprio per chi dimostra di meritarle.
Comunque ho deciso di fare un giochino, ogni settimana posterò una frase su uno dei temi che mi stanno a cuore in questo periodo (indovinate? Esatto! Sensibilità e introversione!). La maggior parte di queste frasi provengono da un paio di pagine facebook che seguo e contengono al loro interno il riferimento a suddette pagine, altre invece le ho trovate in giro per il web e non per tutte è possibile creditare il legittimo proprietario. Quelle che metterò sono le frasi in cui mi ritrovo di più, quelle che mi rispecchiano totalmente, che mi descrivono meglio di come potrei fare io stessa.
introversa, altamente sensibile, in viaggio per ritrovarmi. Perchè non voglio mai più fare a meno di me stessa
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martedì 6 ottobre 2015
giovedì 6 agosto 2015
sentire
Spesso i sentimenti e le emozioni che provo sono così intensi e totalizzanti da farmi paura, mi impressionano, mi sconvolgono (anche in senso positivo). Dovrei esserci abituata perchè per me è sempre stato così eppure ogni volta mi stupisco della forza e dell'intensità delle mie sensazioni. Rispondo proprio in modo fisico, mi accelera il respiro e il battito cardiaco, mi vengono i brividi, mi spuntano le lacrime. Per una canzone, una ventata di aria fresca in una giornata torrida, un panorama, una voce, un profumo, uno sguardo...sono infinite le cose che mi colpiscono in questo modo. Sfumature, dettagli, momenti, gli altri nemmeno se ne accorgono e io vivo per questi elementi, ho interi mondi di sensazioni dentro di me tenuti in piedi da queste sprazzi di realtà - o meglio, di come percepisco io la realtà. Anche da piccolissima ero così, ricordo con una vividezza incredibile i caldi e lenti pomeriggi estivi, quando dopo pranzo andavo a letto ma non dormivo, e nella penombra della camera ascoltavo i rumori che provenivano da fuori, e mi sembrava uno spettacolo. In particolar modo mi affascinava e mi emozionava il rombo lontano degli aerei che passavano, sentire che si avvicinavano e che poi si allontanavano, lo stavo ad ascoltare con il cuore in gola, pensando al cielo, all'andarsene lontani, al tempo che passava e se ne andava insieme all'aereo...e avevo massimo 3 o 4 anni, perchè mi ricordo benissimo che ero nella camera che adesso è dei miei genitori ma che è stata mia finchè è nato mio fratello minore, che appunto ha 4 anni meno di me. Questo ricordo è uno dei più vivi e persistenti della mia infanzia, talmente forte era quello che provavo in quei momenti. Ancora adesso quando sono in un momento di quiete e sento un aereo che passa mi emoziono allo stesso modo, con la stessa intensità di allora, e faccio gli stessi identici pensieri, ovviamente in chiave adulta...
Introversa, altamente sensibile...se solo avessi scoperto prima i tanti scritti e le tante analisi che sono stati fatti al riguardo...mi ci ritrovo in pieno, mi descrivono con una precisione quasi dolorosa, ed è infinitamente bello, consolante, lenitivo per la mia anima sapere che c'è qualcuno là fuori che sa esattamente cosa provo, che mi capisce, che è come me!
Introversa, altamente sensibile...se solo avessi scoperto prima i tanti scritti e le tante analisi che sono stati fatti al riguardo...mi ci ritrovo in pieno, mi descrivono con una precisione quasi dolorosa, ed è infinitamente bello, consolante, lenitivo per la mia anima sapere che c'è qualcuno là fuori che sa esattamente cosa provo, che mi capisce, che è come me!
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