introversa, altamente sensibile, in viaggio per ritrovarmi. Perchè non voglio mai più fare a meno di me stessa
Visualizzazione post con etichetta introversione. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta introversione. Mostra tutti i post
venerdì 5 febbraio 2016
door slam
lunedì 21 dicembre 2015
an interesting mind
Questo ha poco a che fare con le specifiche personalità ma ha molto a che fare con me e con le persone di cui mi piace circondarmi :)
Sono particolarmente sintetica, lo so, è che ho un universo di pensieri in testa - un universo in aggiunta all'universo che c'è di solito, intendo, quindi siamo a due universi - e in più sto anche studiando e organizzando il viaggio che farò per capodanno, a Helsinki, quindi non mi avanzano molte energie!
Alla prossima!
Sono particolarmente sintetica, lo so, è che ho un universo di pensieri in testa - un universo in aggiunta all'universo che c'è di solito, intendo, quindi siamo a due universi - e in più sto anche studiando e organizzando il viaggio che farò per capodanno, a Helsinki, quindi non mi avanzano molte energie!
Alla prossima!
martedì 8 dicembre 2015
ascoltare, vedere, percepire
Un mese di nulla! Il tempo è fuggito più veloce di quanto mi aspettassi tra studio e impegni vari...
La frase di oggi riguarda una delle caratteristiche che mi contraddistinguono maggiormente, cioè la capacità di andare al di là delle parole e di cogliere aspetti e dettagli non detti ma comunicati in mille altri modi. E l'ultima frase riassume il tutto alla perfezione: mi fido del mio intuito. Finora ha sbagliato pochissime volte ;)
La frase di oggi riguarda una delle caratteristiche che mi contraddistinguono maggiormente, cioè la capacità di andare al di là delle parole e di cogliere aspetti e dettagli non detti ma comunicati in mille altri modi. E l'ultima frase riassume il tutto alla perfezione: mi fido del mio intuito. Finora ha sbagliato pochissime volte ;)
Etichette:
INFJ,
introversion,
introversione,
intuito
giovedì 5 novembre 2015
musica
Stasera sono estremamente stanca, dopo una giornata molto impegnativa, per cui sarò breve. Lascio che sia la frase che ho scelto a parlare per me, l'unico commento che faccio è che per quanto mi riguarda si possono sostituire i termini depressing e sadness con gloomy e melancholy, visto che la malinconia è uno dei sentimenti che sento appartenermi di più in generale.
Buona serata!
Buona serata!
Etichette:
INFJ,
introversion,
introversione,
music,
musica
giovedì 29 ottobre 2015
i'm just listening, i'm just observing
Quante persone si fermano a quello che credono di vedere senza avere la voglia di andare oltre, di approfondire! Soprattutto l'ultima frase contiene una verità che per me è così evidente, ma che per gli altri, abituati a fiumi di parole sempre e comunque, non lo è. Se racconto di me a qualcuno è perchè mi fido ciecamente di quel qualcuno e ho deciso consapevolmente di farlo partecipe delle parti più nascoste e fragili della mia essenza...e non è una cosa da poco per un introverso! Potrebbe essere definito un privilegio concesso a pochi XD
sabato 24 ottobre 2015
parole e fatti
Un po' in ritardo ma ci sono per la citazione della settimana!
Anche queste affermazioni richiedono poche spiegazioni.
Per fortuna e purtroppo conservo parte di quell'ingenuità infantile per cui si tende a credere davvero a quello che dicono gli altri, e a volte ne ricavo delle cocenti delusioni perchè le persone non pensano davvero quello che dicono ma parlano tanto per fare, promettendo cose che sanno già di non poter mantenere. L'esatto contrario di quanto faccio di solito io, che se dico qualcosa è perchè lo penso veramente o intendo farlo veramente (vedi la storia del lancio con il paracadute, c'erano 2 amici che a parole erano convintissimi e sicurissimi di fare il lancio con me, ma alla prova dei fatti si sono tirati indietro accampando mille scuse...ed è così in mille altre situazioni). Inoltre ho una memoria di ferro per quanto riguarda le parole dette e le promesse fatte...
L'esperienza dovrebbe avermi insegnato qualcosa ormai, ma certi lati della mia personalità continuano a prevalere e voglio intimamente credere alla sincerità e alle buone intenzioni altrui, quindi mi ritrovo sempre nelle stesse situazioni e nelle stesse dinamiche, con amici e conoscenti che dicono e promettono ma non mantengono e io che rimango delusa e amareggiata, anche se magari non lo do a vedere.
Insomma, spesso sarebbe meglio dire qualche parola in meno, o pensarci di più e più attentamente prima di parlare, piuttosto che rischiare di perdere la fiducia di una persona a cui si tiene. Meno superficialità e fretta e più attenzione e correttezza :)
Anche queste affermazioni richiedono poche spiegazioni.
Per fortuna e purtroppo conservo parte di quell'ingenuità infantile per cui si tende a credere davvero a quello che dicono gli altri, e a volte ne ricavo delle cocenti delusioni perchè le persone non pensano davvero quello che dicono ma parlano tanto per fare, promettendo cose che sanno già di non poter mantenere. L'esatto contrario di quanto faccio di solito io, che se dico qualcosa è perchè lo penso veramente o intendo farlo veramente (vedi la storia del lancio con il paracadute, c'erano 2 amici che a parole erano convintissimi e sicurissimi di fare il lancio con me, ma alla prova dei fatti si sono tirati indietro accampando mille scuse...ed è così in mille altre situazioni). Inoltre ho una memoria di ferro per quanto riguarda le parole dette e le promesse fatte...
L'esperienza dovrebbe avermi insegnato qualcosa ormai, ma certi lati della mia personalità continuano a prevalere e voglio intimamente credere alla sincerità e alle buone intenzioni altrui, quindi mi ritrovo sempre nelle stesse situazioni e nelle stesse dinamiche, con amici e conoscenti che dicono e promettono ma non mantengono e io che rimango delusa e amareggiata, anche se magari non lo do a vedere.
Insomma, spesso sarebbe meglio dire qualche parola in meno, o pensarci di più e più attentamente prima di parlare, piuttosto che rischiare di perdere la fiducia di una persona a cui si tiene. Meno superficialità e fretta e più attenzione e correttezza :)
Etichette:
INFJ,
introversion,
introversione,
parole e fatti
martedì 13 ottobre 2015
chiacchiere
Eccomi per la frase della settimana.
A inizio ottobre ho cominciato (ricominciato, dovrei dire) l'università e sono impegnata con le lezioni ma spero di riuscire a tenere lo stesso in vita questo piccolo angolo che rappresenta parte del mio mondo...
Sarò particolarmente breve perchè l'argomento non richiede spiegazioni - almeno per me
Questo è un concetto semplicissimo che però in tanti non capiscono, una delle caratteristiche principali delle persone introverse: l'avversione per le chiacchiere di circostanza, quelle che gli anglosassoni chiamano small talk. Mettiti a parlare del tempo, o della politica, o di qualsiasi argomento di solito usato per fare conversazione con qualcuno che non si conosce o comunque quando non si sa cosa dire, e molto probabilmente otterrai solo il mio silenzio. Meglio non parlare di niente. L'unica alternativa accettabile è una conversazione originale, personale, con domande interessanti, che offra spunti di riflessione, che permetta di instaurare un vero dialogo e non solo per passare il tempo. Perchè io il tempo lo passo benissimo anche senza dire niente e senza ascoltare le parole sterili di qualcuno che pensa che il silenzio sia disagio u.u
A inizio ottobre ho cominciato (ricominciato, dovrei dire) l'università e sono impegnata con le lezioni ma spero di riuscire a tenere lo stesso in vita questo piccolo angolo che rappresenta parte del mio mondo...
Sarò particolarmente breve perchè l'argomento non richiede spiegazioni - almeno per me
Questo è un concetto semplicissimo che però in tanti non capiscono, una delle caratteristiche principali delle persone introverse: l'avversione per le chiacchiere di circostanza, quelle che gli anglosassoni chiamano small talk. Mettiti a parlare del tempo, o della politica, o di qualsiasi argomento di solito usato per fare conversazione con qualcuno che non si conosce o comunque quando non si sa cosa dire, e molto probabilmente otterrai solo il mio silenzio. Meglio non parlare di niente. L'unica alternativa accettabile è una conversazione originale, personale, con domande interessanti, che offra spunti di riflessione, che permetta di instaurare un vero dialogo e non solo per passare il tempo. Perchè io il tempo lo passo benissimo anche senza dire niente e senza ascoltare le parole sterili di qualcuno che pensa che il silenzio sia disagio u.u
Etichette:
chiacchiere,
introversion,
introversione
martedì 6 ottobre 2015
svelarsi
Ho riflettuto parecchio prima di rendere pubblico questo blog qualche mese fa. In precedenza era privato, una specie di diario segreto digitale a cui potevo accedere solo io (a differenza del diario segreto cartaceo della mia infanzia e adolescenza che non era mai veramente al sicuro dalle incursioni dei miei fratelli curiosi e invadenti :P). Per me non è per niente facile espormi in questo modo, raccontarmi, mettere a nudo la mia personalità, esporre i risultati delle mie infinite riflessioni, delle mie ricerche, del mio percorso di vita. O meglio, la parte difficile è quella che riguarda la condivisione, il dare in pasto al mondo là fuori la mia anima, la mia essenza, le mie caratteristiche più profonde. Svelandosi per come si è, senza veli o maschere, si diventa estremamente vulnerabili agli attacchi altrui, ma è anche immensamente liberatorio. Tanto non c'è praticamente nessuno che legge questi miei post, visto anche che non pubblicizzo il blog, quindi i segreti della mia personalità sono relativamente al sicuro XD
Per molto, molto tempo ho considerato la sensibilità e l'introversione come dei difetti, li odiavo perchè mi rendevano così diversa dagli altri, perchè rimanevo ferita da (o dalla mancanza di) parole, gesti, sguardi, sfumature a cui la maggior parte di chi mi stava attorno non faceva nemmeno caso, rimanevo scossa da ogni minima cosa che la mia sensibilità mi segnalava come sbagliata/problematica/ingiusta. Allo stesso tempo ai miei gesti misurati, alle mie parole pensate e ripensate, alle mille sfumature di certi miei atteggiamenti non veniva riconosciuta l'importanza che invece avevano ai miei occhi. Gli altri non erano in grado di notare e riconoscere che tutto quello che facevo e dicevo scaturiva dal profondo della mia anima. Empatia, delicatezza, rispetto, comprensione, tutto passava inosservato, mi sembrava di sprecare energie per persone che vedevano attraverso un filtro in bianco e nero un mondo che io con fatica coloravo con un'infinità di colori (ancora adesso molto spesso è così, ma ho imparato a conviverci).
Per anni mi sono sentita isolata, una mosca bianca, credevo di essere l'unica con quegli aspetti della personalità che mi rendevano fragile, strana agli occhi degli altri, silenziosa... mi sono sentita dire un'infinità di volte da persone diverse e in contesti diversissimi "tu pensi troppo, tu ti fai troppe domande, tu reagisci in modo troppo intenso, tu analizzi troppo le situazioni, tu sei troppo emotiva, tu stai troppo attenta ai dettagli, tu ricordi troppe cose", e ogni volta a chi mi diceva così rispondevo, ma solo mentalmente, che secondo me erano loro a pensare troppo poco, a farsi troppe poche domande, a reagire in modo troppo blando, ad analizzare troppo poco, ad avere troppa poca emotività, a notare troppo poco i dettagli e a ricordare troppo poco.
Insomma, per un certo periodo credevo che nascondermi fosse la soluzione, che il mondo non volesse le persone come me, che la sensibilità e l'introversione fossero delle sfortune che rendevano inadatti alla vita.
Poi, per fortuna, sono cresciuta, ho camminato lungo altre strade, frequentato altri ambienti, conosciuto altre persone, ho letto tanto, ho riflettuto ancora di più, ho appreso tante cose, ogni tanto ho trovato qualcuno che mi apprezzava per com'ero e non per come il resto del mondo si aspettava che fossi. Non c'è cosa più gratificante e meravigliosa che essere accettati esattamente per come si è!
Ho preso atto del fatto che sensibilità e introversione sono due caratteristiche, e come qualsiasi altra caratteristica hanno aspetti positivi e aspetti negativi. Possono sembrare delle debolezze, a volte lo sono, altre volte sono estremamente arricchenti perchè permettono di vedere e sentire ciò che chi non le ha non potrà mai vedere e sentire.
Per me rimane molto difficile aprirmi verso l'esterno, da vera introversa quale sono, ma quando lo faccio di solito non me ne pento perchè la mia sensibilità e il mio intuito mi permettono di scegliere con cura le persone a cui mostrare tutto o quasi di me stessa. E comunque il rischio che qualcuno possa approfittare del mio mettermi a nudo per ferirmi vale la pena di essere corso, perchè là fuori ci sono davvero persone che meritano di conoscere le parti migliori di me, quelle che conservo al sicuro proprio per chi dimostra di meritarle.
Comunque ho deciso di fare un giochino, ogni settimana posterò una frase su uno dei temi che mi stanno a cuore in questo periodo (indovinate? Esatto! Sensibilità e introversione!). La maggior parte di queste frasi provengono da un paio di pagine facebook che seguo e contengono al loro interno il riferimento a suddette pagine, altre invece le ho trovate in giro per il web e non per tutte è possibile creditare il legittimo proprietario. Quelle che metterò sono le frasi in cui mi ritrovo di più, quelle che mi rispecchiano totalmente, che mi descrivono meglio di come potrei fare io stessa.
Per molto, molto tempo ho considerato la sensibilità e l'introversione come dei difetti, li odiavo perchè mi rendevano così diversa dagli altri, perchè rimanevo ferita da (o dalla mancanza di) parole, gesti, sguardi, sfumature a cui la maggior parte di chi mi stava attorno non faceva nemmeno caso, rimanevo scossa da ogni minima cosa che la mia sensibilità mi segnalava come sbagliata/problematica/ingiusta. Allo stesso tempo ai miei gesti misurati, alle mie parole pensate e ripensate, alle mille sfumature di certi miei atteggiamenti non veniva riconosciuta l'importanza che invece avevano ai miei occhi. Gli altri non erano in grado di notare e riconoscere che tutto quello che facevo e dicevo scaturiva dal profondo della mia anima. Empatia, delicatezza, rispetto, comprensione, tutto passava inosservato, mi sembrava di sprecare energie per persone che vedevano attraverso un filtro in bianco e nero un mondo che io con fatica coloravo con un'infinità di colori (ancora adesso molto spesso è così, ma ho imparato a conviverci).
Per anni mi sono sentita isolata, una mosca bianca, credevo di essere l'unica con quegli aspetti della personalità che mi rendevano fragile, strana agli occhi degli altri, silenziosa... mi sono sentita dire un'infinità di volte da persone diverse e in contesti diversissimi "tu pensi troppo, tu ti fai troppe domande, tu reagisci in modo troppo intenso, tu analizzi troppo le situazioni, tu sei troppo emotiva, tu stai troppo attenta ai dettagli, tu ricordi troppe cose", e ogni volta a chi mi diceva così rispondevo, ma solo mentalmente, che secondo me erano loro a pensare troppo poco, a farsi troppe poche domande, a reagire in modo troppo blando, ad analizzare troppo poco, ad avere troppa poca emotività, a notare troppo poco i dettagli e a ricordare troppo poco.
Insomma, per un certo periodo credevo che nascondermi fosse la soluzione, che il mondo non volesse le persone come me, che la sensibilità e l'introversione fossero delle sfortune che rendevano inadatti alla vita.
Poi, per fortuna, sono cresciuta, ho camminato lungo altre strade, frequentato altri ambienti, conosciuto altre persone, ho letto tanto, ho riflettuto ancora di più, ho appreso tante cose, ogni tanto ho trovato qualcuno che mi apprezzava per com'ero e non per come il resto del mondo si aspettava che fossi. Non c'è cosa più gratificante e meravigliosa che essere accettati esattamente per come si è!
Ho preso atto del fatto che sensibilità e introversione sono due caratteristiche, e come qualsiasi altra caratteristica hanno aspetti positivi e aspetti negativi. Possono sembrare delle debolezze, a volte lo sono, altre volte sono estremamente arricchenti perchè permettono di vedere e sentire ciò che chi non le ha non potrà mai vedere e sentire.
Per me rimane molto difficile aprirmi verso l'esterno, da vera introversa quale sono, ma quando lo faccio di solito non me ne pento perchè la mia sensibilità e il mio intuito mi permettono di scegliere con cura le persone a cui mostrare tutto o quasi di me stessa. E comunque il rischio che qualcuno possa approfittare del mio mettermi a nudo per ferirmi vale la pena di essere corso, perchè là fuori ci sono davvero persone che meritano di conoscere le parti migliori di me, quelle che conservo al sicuro proprio per chi dimostra di meritarle.
Comunque ho deciso di fare un giochino, ogni settimana posterò una frase su uno dei temi che mi stanno a cuore in questo periodo (indovinate? Esatto! Sensibilità e introversione!). La maggior parte di queste frasi provengono da un paio di pagine facebook che seguo e contengono al loro interno il riferimento a suddette pagine, altre invece le ho trovate in giro per il web e non per tutte è possibile creditare il legittimo proprietario. Quelle che metterò sono le frasi in cui mi ritrovo di più, quelle che mi rispecchiano totalmente, che mi descrivono meglio di come potrei fare io stessa.
sabato 12 settembre 2015
indicatore di personalità di Myers-Briggs
Oggi voglio parlare dei test della personalità, o meglio voglio parlare del MBTI, o Indicatore di personalità di Myers-Briggs.
E' interessante e anche divertente scoprire quale tipo di personalità descrive al meglio il nostro modo di essere. Per certi aspetti è inquietante vedere come con delle semplici domande possa essere fatto un ritratto così preciso di noi stessi, ma d'altra parte è esaltante e consolante sentirsi capiti e compresi e sapere che ci sono altre persone esattamente come noi. Ma di queste sensazioni ho già parlato. Mi preme precisare comunque che questi test e i loro risultati sono sì utili e anche intriganti, ma non servono a incasellare le persone, a rinchiuderle in una gabbia di definizioni e tratti comportamentali definiti, a segnarle con un'etichetta mai più rimovibile. Servono più che altro a interrogarsi su se stessi, a capire che per quanto strane e singolari siano le nostre caratteristiche sono comunque normali e sane, se rispecchiano quello che è il nostro carattere e la nostra personalità. Alcuni degli aspetti descritti corrispondono alla perfezione a come siamo, altri invece sono lontanissimi da noi. E' questo il bello, siamo esseri unici e irripetibili ed è impossibile descriverci con esattezza matematica. Ma questi test e i loro risultati sono decisamente accurati, per me sono stati illuminanti e mi hanno indotta ad approfondire molti aspetti di me stessa per arrivare a conoscermi meglio e a stare meglio con me stessa.
Io che odio essere etichettata, incasellata, ingabbiata in definizioni che per loro natura non possono che essere limitanti, mi trovo perfettamente a mio agio nella descrizione che viene fatta del mio tipo di personalità, INFJ. In realtà ricado in tre tipi diversi di personalità, test di siti diversi fatti in momenti diversi danno risultati lievemente diversi, ed è perfettamente normale perchè siamo esseri in evoluzione i cui sentimenti, comportamenti e reazioni variano in base alle situazioni e ai momenti che ci troviamo a vivere. INFJ è il risultato che ho ottenuto più spesso, ma anche quando ho ottenuto gli altri due risultati (che comunque erano molto molto simili a questo) veniva comunque posto il dubbio che in realtà potessi rientrare benissimo anche nella descrizione di INFJ. Ci sono momenti e situazioni in cui non lo sono, ma è il tipo di personalità che si avvicina maggiormente a come sono io, perciò l'ho adottato come mio personality type ufficiale. E mi ci trovo decisamente bene, come il paio di scarpe che ho da quasi 10 anni e che sono comodissime, con cui ho affrontato di tutto e di più tra viaggi, concerti, gite, esperienze felici e meno felici, e che non mi decido a buttare nonostante siano ormai distrutte. Mi calzano a pennello, e così mi succede anche con la definizione di INFJ
Ho deciso di linkare due siti con il test e le descrizioni dei risultati in italiano e due in inglese (in realtà uno è lo stesso sito presente in versione italiana e in versione inglese).
Siti italiani:
La stessa medaglia
16 personalities - italiano
Siti inglesi:
Truity
16 personalities
Ogni sito oltre alla possibilità di fare il test fornisce delle descrizioni dettagliate dei vari profili. C'è veramente molto materiale con cui confrontarsi e a cui interessarsi!
E' interessante e anche divertente scoprire quale tipo di personalità descrive al meglio il nostro modo di essere. Per certi aspetti è inquietante vedere come con delle semplici domande possa essere fatto un ritratto così preciso di noi stessi, ma d'altra parte è esaltante e consolante sentirsi capiti e compresi e sapere che ci sono altre persone esattamente come noi. Ma di queste sensazioni ho già parlato. Mi preme precisare comunque che questi test e i loro risultati sono sì utili e anche intriganti, ma non servono a incasellare le persone, a rinchiuderle in una gabbia di definizioni e tratti comportamentali definiti, a segnarle con un'etichetta mai più rimovibile. Servono più che altro a interrogarsi su se stessi, a capire che per quanto strane e singolari siano le nostre caratteristiche sono comunque normali e sane, se rispecchiano quello che è il nostro carattere e la nostra personalità. Alcuni degli aspetti descritti corrispondono alla perfezione a come siamo, altri invece sono lontanissimi da noi. E' questo il bello, siamo esseri unici e irripetibili ed è impossibile descriverci con esattezza matematica. Ma questi test e i loro risultati sono decisamente accurati, per me sono stati illuminanti e mi hanno indotta ad approfondire molti aspetti di me stessa per arrivare a conoscermi meglio e a stare meglio con me stessa.
Io che odio essere etichettata, incasellata, ingabbiata in definizioni che per loro natura non possono che essere limitanti, mi trovo perfettamente a mio agio nella descrizione che viene fatta del mio tipo di personalità, INFJ. In realtà ricado in tre tipi diversi di personalità, test di siti diversi fatti in momenti diversi danno risultati lievemente diversi, ed è perfettamente normale perchè siamo esseri in evoluzione i cui sentimenti, comportamenti e reazioni variano in base alle situazioni e ai momenti che ci troviamo a vivere. INFJ è il risultato che ho ottenuto più spesso, ma anche quando ho ottenuto gli altri due risultati (che comunque erano molto molto simili a questo) veniva comunque posto il dubbio che in realtà potessi rientrare benissimo anche nella descrizione di INFJ. Ci sono momenti e situazioni in cui non lo sono, ma è il tipo di personalità che si avvicina maggiormente a come sono io, perciò l'ho adottato come mio personality type ufficiale. E mi ci trovo decisamente bene, come il paio di scarpe che ho da quasi 10 anni e che sono comodissime, con cui ho affrontato di tutto e di più tra viaggi, concerti, gite, esperienze felici e meno felici, e che non mi decido a buttare nonostante siano ormai distrutte. Mi calzano a pennello, e così mi succede anche con la definizione di INFJ
Ho deciso di linkare due siti con il test e le descrizioni dei risultati in italiano e due in inglese (in realtà uno è lo stesso sito presente in versione italiana e in versione inglese).
Siti italiani:
La stessa medaglia
16 personalities - italiano
Siti inglesi:
Truity
16 personalities
Ogni sito oltre alla possibilità di fare il test fornisce delle descrizioni dettagliate dei vari profili. C'è veramente molto materiale con cui confrontarsi e a cui interessarsi!
Etichette:
indicatore di personaità,
INFJ,
introversion,
introversione,
MBTI,
Myers-Briggs,
personalità,
personality type
giovedì 10 settembre 2015
una marea di link per conoscere e conoscersi
Ultimamente ho letto veramente tanti articoli su introversione, personalità INFJ, alta sensibilità e quant'altro, mi sono stati utilissimi per capirmi e conoscermi e sarebbero utilissimi per qualunque altro introverso, ma anche per chi non è introverso o altamente sensibile ma vuole entrare in contatto con questo mondo, perchè magari ha un amico o un partner che appartiene a questo micro-cosmo.
All'inizio volevo fare un collage dei passaggi più significativi tratti dai vari siti , ma poi tra copia-incolla e link da inserire per dare il giusto credito ai vari autori degli articoli a cui mi ispiro ho realizzato che forse è meglio inserire direttamente i link e amen. Se uno non ha la voglia e la pazienza di leggere qualche pagina allora non merita di conoscere a fondo i segreti delle personalità introverse u.u
Alcuni articoli sono seri e profondi, altri sono scritti in modo più leggero e ironico, ma non per questo mancano di spessore. Alcuni hanno un tono scientifico mentre altri sono più frivoli o sembrano patetici, ma hanno tutti almeno una perla, una frase degna di nota, un concetto che vale la pena ricordare. Si tratta solo di modi diversi di raccontare la stessa realtà. Molto spesso, navigando tra le diverse pagine, si leggono le stesse cose o cose molto simili ripetute, e visto che si tratta sempre dello stesso argomento è più che normale che certi concetti tornino fuori in continuazione.
Alcune di queste pagine le ho sicuramente già linkate in qualche post del passato, pazienza, repetita iuvant!
Link in italiano. Non c'è moltissimo materiale in italiano, ma tra il poco che c'è si trovano scritti di qualità, come quelli di Luigi Anepeta.
Nil Alienum sito di Luigi Anepeta. Di lui ho già parlato. Il sito è ricchissimo di contenuti, alcuni molto specifici e non così semplici e immediati da comprendere. Ma vale la pena dargli un'occhiata. In particolare tutta la sezione dedicata all'introversione è preziosissima!
Vademecum sull'introversione
Il dramma degli introversi nel nostro mondo
Cos'è l'introversione
Dieci modi in cui gli introversi interagiscono diversamente con il mondo
10 miti da sfatare sull'introversione
Perché le persone sensibili interagiscono diversamente col resto del mondo
Introversi, 15 cose che non ti diranno mai
Link in inglese. Qui entriamo in un universo molto più ampio. Al di là dei confini del nostro paese e della nostra lingua la questione è trattata in modo molto più approfondito e da più tempo, per cui c'è una quantità e una varietà di materiale notevole. C'è veramente solo l'imbarazzo della scelta!
Introvert, Dear una vera miniera di informazioni! Questo sito mi piace davvero tanto. Contiene articoli, vignette, citazioni, è uno dei miei siti preferiti in tema. Gli articoli non sono troppo lunghi, anzi, e c'è una sezione in cui vengono analizzati i tipi di personalità introversa. Utile e anche divertente.
In particolare ho apprezzato questi, ma sono solo una piccola parte dei contenuti del sito.
The science behind why introverts needs 'alone time'
What are introverts like as kids?
25 honest confessions of a introvert
21 signs you're an INFJ personality type
10 type secrets of the INFJ
What INFJs want in a relationship
10 pros and cons of being an INFJ personality type
Quiet revolution il sito di Susan Cain, autrice del libro Quiet: The Power of Introverts in a World That Can’t Stop Talking. Il libro è stato tradotto anche in italiano e si trova facilmente in librerie e biblioteche. Nel sito ci sono le sezioni Quiet Diaries e Quiet Revolutionaries...a voi il piacere di scoprirle!
Nurturing Your Natural Strengths as an Introvert
The Gifts of Introversion
Bradgarbus - INFJ Articles questo sito è vastissimo, a me interessa solo la parte "generica" sull'introversione, ma volendo si può approfondire la vita dell'autore. Ci sono moltissimi articoli sulla personalità INFJ. In questo sito ho letto alcune tra le cose che mi hanno colpita ed emozionata di più per la profondità e la verità contenute in quelle frasi. Molto spesso i contenuti sono copiati o modificati partendo da altri siti o blog ma viene sempre creditato l'autore, diciamo che è comodo averli tutti raggruppati in un unico posto senza doverli cercare in giro per il web.
A Little Left of Normal: INFJ
Top 10 Things Every INFJ Wants You to Know
13 Signs You’re A Classic INFJ
Being friends with an INFJ
Everything or Nothing - INFJ
INFJ - Details and Depths
INFJ Anger style
Caring for Your Introvert
10 Ways Introverts Interact Differently With The World
7 False Assumptions Made About Introverts
10 Things About Love Only Introverts Would Understand
What it Means to Have an Introvert Personality
10 Reasons Why Introverts Are Incredibly Attractive People
Things You Should Know About INFJs
How To Be Friends With an INFJ
24 Struggles All INFJs can Understand
INFJs: The Bad, The Good, and the Ineffable
Link sull'alta sensibilità (Highly Sensitive Person)
The highly sensitive person intero sito dedicato alle persone altamente sensibili, con varie risorse tra cui altri link, test, blog, eccetera.
11 Powerful Ways to Protect Your Sensitivity
HSP: Persone altamente sensibili
Chi sono le Persone Altamente Sensibili?
C'è parecchia carne al fuoco! Volevo anche parlare un po' dei test di personalità ma è meglio farlo in separata sede per non appesantire troppo questo post.
All'inizio volevo fare un collage dei passaggi più significativi tratti dai vari siti , ma poi tra copia-incolla e link da inserire per dare il giusto credito ai vari autori degli articoli a cui mi ispiro ho realizzato che forse è meglio inserire direttamente i link e amen. Se uno non ha la voglia e la pazienza di leggere qualche pagina allora non merita di conoscere a fondo i segreti delle personalità introverse u.u
Alcuni articoli sono seri e profondi, altri sono scritti in modo più leggero e ironico, ma non per questo mancano di spessore. Alcuni hanno un tono scientifico mentre altri sono più frivoli o sembrano patetici, ma hanno tutti almeno una perla, una frase degna di nota, un concetto che vale la pena ricordare. Si tratta solo di modi diversi di raccontare la stessa realtà. Molto spesso, navigando tra le diverse pagine, si leggono le stesse cose o cose molto simili ripetute, e visto che si tratta sempre dello stesso argomento è più che normale che certi concetti tornino fuori in continuazione.
Alcune di queste pagine le ho sicuramente già linkate in qualche post del passato, pazienza, repetita iuvant!
Link in italiano. Non c'è moltissimo materiale in italiano, ma tra il poco che c'è si trovano scritti di qualità, come quelli di Luigi Anepeta.
Nil Alienum sito di Luigi Anepeta. Di lui ho già parlato. Il sito è ricchissimo di contenuti, alcuni molto specifici e non così semplici e immediati da comprendere. Ma vale la pena dargli un'occhiata. In particolare tutta la sezione dedicata all'introversione è preziosissima!
Vademecum sull'introversione
Il dramma degli introversi nel nostro mondo
Cos'è l'introversione
Dieci modi in cui gli introversi interagiscono diversamente con il mondo
10 miti da sfatare sull'introversione
Perché le persone sensibili interagiscono diversamente col resto del mondo
Introversi, 15 cose che non ti diranno mai
Link in inglese. Qui entriamo in un universo molto più ampio. Al di là dei confini del nostro paese e della nostra lingua la questione è trattata in modo molto più approfondito e da più tempo, per cui c'è una quantità e una varietà di materiale notevole. C'è veramente solo l'imbarazzo della scelta!
Introvert, Dear una vera miniera di informazioni! Questo sito mi piace davvero tanto. Contiene articoli, vignette, citazioni, è uno dei miei siti preferiti in tema. Gli articoli non sono troppo lunghi, anzi, e c'è una sezione in cui vengono analizzati i tipi di personalità introversa. Utile e anche divertente.
In particolare ho apprezzato questi, ma sono solo una piccola parte dei contenuti del sito.
The science behind why introverts needs 'alone time'
What are introverts like as kids?
25 honest confessions of a introvert
21 signs you're an INFJ personality type
10 type secrets of the INFJ
What INFJs want in a relationship
10 pros and cons of being an INFJ personality type
Quiet revolution il sito di Susan Cain, autrice del libro Quiet: The Power of Introverts in a World That Can’t Stop Talking. Il libro è stato tradotto anche in italiano e si trova facilmente in librerie e biblioteche. Nel sito ci sono le sezioni Quiet Diaries e Quiet Revolutionaries...a voi il piacere di scoprirle!
Nurturing Your Natural Strengths as an Introvert
The Gifts of Introversion
Bradgarbus - INFJ Articles questo sito è vastissimo, a me interessa solo la parte "generica" sull'introversione, ma volendo si può approfondire la vita dell'autore. Ci sono moltissimi articoli sulla personalità INFJ. In questo sito ho letto alcune tra le cose che mi hanno colpita ed emozionata di più per la profondità e la verità contenute in quelle frasi. Molto spesso i contenuti sono copiati o modificati partendo da altri siti o blog ma viene sempre creditato l'autore, diciamo che è comodo averli tutti raggruppati in un unico posto senza doverli cercare in giro per il web.
A Little Left of Normal: INFJ
Top 10 Things Every INFJ Wants You to Know
13 Signs You’re A Classic INFJ
Being friends with an INFJ
Everything or Nothing - INFJ
INFJ - Details and Depths
INFJ Anger style
Caring for Your Introvert
10 Ways Introverts Interact Differently With The World
7 False Assumptions Made About Introverts
10 Things About Love Only Introverts Would Understand
What it Means to Have an Introvert Personality
10 Reasons Why Introverts Are Incredibly Attractive People
Things You Should Know About INFJs
How To Be Friends With an INFJ
24 Struggles All INFJs can Understand
INFJs: The Bad, The Good, and the Ineffable
Link sull'alta sensibilità (Highly Sensitive Person)
The highly sensitive person intero sito dedicato alle persone altamente sensibili, con varie risorse tra cui altri link, test, blog, eccetera.
11 Powerful Ways to Protect Your Sensitivity
HSP: Persone altamente sensibili
Chi sono le Persone Altamente Sensibili?
C'è parecchia carne al fuoco! Volevo anche parlare un po' dei test di personalità ma è meglio farlo in separata sede per non appesantire troppo questo post.
Etichette:
highly sensitive person,
HSP,
INFJ,
introversa,
introversion,
introversione,
persone altamente sensibili
martedì 18 agosto 2015
introversion, intuition, feeling, judgment
Un po' alla volta vado avanti nella ri-scoperta di me stessa. E' un processo a volte lento e a volte velocissimo, a volte doloroso e a volte illuminante, sicuramente è emozionante, o per dirla con un termine inglese che secondo me esprime benissimo il concetto, overwhelming. Scoprirsi, capirsi, riconoscersi, ritrovarsi...è eccezionale! Quasi una cosa esaltante, dopo anni passati sentendomi incompresa, sola, con la sensazione di provenire da un altro pianeta, alla ricerca costante - ma quasi sempre vana - negli occhi delle altre persone di quella scintilla che mi avrebbe fatto intuire che mi capivano, che erano come me...all'improvviso tutto acquista senso, i vari pezzi si mettono come per magia al posto giusto. Non sono malata, pazza, troppo strana. Sono io, solo io. E come me ci sono chissà quante altre persone! Arrivare a sapere e capire CHI sei davvero è incredibile, si ha la
sensazione di stare per scoppiare dalla contentezza, dalla
soddisfazione, dal sollievo. Però è allo stesso tempo una strada faticosissima, che prosciuga le energie mentali alla velocità della luce, che costringe a prendersi delle lunghe e frequenti pause per metabolizzare quello che si sta scoprendo e capendo...
E' come se, finalmente, mi fosse stato tolto da davanti un velo che falsava la percezione di come mi vedevo ma anche quello che vedevo del resto del mondo. E niente, trovo che tutto questo sia estremamente affascinante. Difficile, certo, ma emozionante all'ennesima potenza!
E' come se, finalmente, mi fosse stato tolto da davanti un velo che falsava la percezione di come mi vedevo ma anche quello che vedevo del resto del mondo. E niente, trovo che tutto questo sia estremamente affascinante. Difficile, certo, ma emozionante all'ennesima potenza!
Etichette:
highly empathic temperament,
highly sensitive person,
INFJ,
introversion,
introversione,
sensibilità
giovedì 6 agosto 2015
sentire
Spesso i sentimenti e le emozioni che provo sono così intensi e totalizzanti da farmi paura, mi impressionano, mi sconvolgono (anche in senso positivo). Dovrei esserci abituata perchè per me è sempre stato così eppure ogni volta mi stupisco della forza e dell'intensità delle mie sensazioni. Rispondo proprio in modo fisico, mi accelera il respiro e il battito cardiaco, mi vengono i brividi, mi spuntano le lacrime. Per una canzone, una ventata di aria fresca in una giornata torrida, un panorama, una voce, un profumo, uno sguardo...sono infinite le cose che mi colpiscono in questo modo. Sfumature, dettagli, momenti, gli altri nemmeno se ne accorgono e io vivo per questi elementi, ho interi mondi di sensazioni dentro di me tenuti in piedi da queste sprazzi di realtà - o meglio, di come percepisco io la realtà. Anche da piccolissima ero così, ricordo con una vividezza incredibile i caldi e lenti pomeriggi estivi, quando dopo pranzo andavo a letto ma non dormivo, e nella penombra della camera ascoltavo i rumori che provenivano da fuori, e mi sembrava uno spettacolo. In particolar modo mi affascinava e mi emozionava il rombo lontano degli aerei che passavano, sentire che si avvicinavano e che poi si allontanavano, lo stavo ad ascoltare con il cuore in gola, pensando al cielo, all'andarsene lontani, al tempo che passava e se ne andava insieme all'aereo...e avevo massimo 3 o 4 anni, perchè mi ricordo benissimo che ero nella camera che adesso è dei miei genitori ma che è stata mia finchè è nato mio fratello minore, che appunto ha 4 anni meno di me. Questo ricordo è uno dei più vivi e persistenti della mia infanzia, talmente forte era quello che provavo in quei momenti. Ancora adesso quando sono in un momento di quiete e sento un aereo che passa mi emoziono allo stesso modo, con la stessa intensità di allora, e faccio gli stessi identici pensieri, ovviamente in chiave adulta...
Introversa, altamente sensibile...se solo avessi scoperto prima i tanti scritti e le tante analisi che sono stati fatti al riguardo...mi ci ritrovo in pieno, mi descrivono con una precisione quasi dolorosa, ed è infinitamente bello, consolante, lenitivo per la mia anima sapere che c'è qualcuno là fuori che sa esattamente cosa provo, che mi capisce, che è come me!
Introversa, altamente sensibile...se solo avessi scoperto prima i tanti scritti e le tante analisi che sono stati fatti al riguardo...mi ci ritrovo in pieno, mi descrivono con una precisione quasi dolorosa, ed è infinitamente bello, consolante, lenitivo per la mia anima sapere che c'è qualcuno là fuori che sa esattamente cosa provo, che mi capisce, che è come me!
Etichette:
emozioni,
introversa,
introversion,
introversione,
passato,
sensazioni,
sensibilità,
sentimenti
lunedì 1 giugno 2015
essere introversi
Ho trovato la descrizione di me, della mia vita, di quello che sono e di quello che provo. Tale e quale!
Da qui
Da qui
In che cosa consiste, in sé e per sé, l'orientamento proprio dell'introversione in rapporto ai due mondi? Jung lo ha definito con sufficiente precisione: la riflessività, intesa in senso lato come piacere di comunicare con la propria mente e di recepire il mondo esterno attraverso le sue rifrazioni soggettive. Il mondo interno, nei suoi aspetti consci e ancora più in quelli inconsci, è il mondo dell'emozione, della fantasia, dell'immaginazione, del pensiero intuitivo. La percezione di questo mondo, quasi sempre vivace nell'introverso, cattura la soggettività e opera come un filtro rispetto al mondo esterno. Un bambino introverso è facilmente identificabile: posto che non abbia ancora problemi, il suo sguardo è denso e penetrante, ma al tempo stesso non ha quella vivacità che è propria degli estroversi, catturati dagli stimoli esterni. C'è in esso una sfumatura di fissità che riconduce ad una modalità di rapporto "contemplativa".
L'orientamento introverso comporta, dunque, inevitabilmente un corredo emozionale più ricco e più vivace rispetto alla media. Questa ricchezza concerne anche tutte le funzioni psichiche intimamente correlate alle emozioni: la fantasia, l'immaginazione, l'intuizione. Il rapporto tra questo corredo e l'intelligenza in senso stretto, intesa come capacità astratta e operativa, non è costante. Si danno indubbiamente introversi iperdotati sotto il profilo intellettivo, ma se ne danno anche di normodotati. L'ipodotazione, invece, non è mai associata all'introversione, forse perché anche l'intelligenza astratta riconosce come sua matrice primaria l'emozionalità.
Tutto ciò giustifica il considerare l'introversione nel suo complesso come una condizione caratterizzata da potenzialità superiori alla norma. Ma, se questo è vero, com'è possibile che un introverso, in molteplici fasi dello sviluppo e per alcuni aspetti, appare solitamente inadeguato e in ritardo rispetto alla media?
Questo mistero, in ciò che esso ha di naturale, vale a dire non dipendente da interazioni negative con l'ambiente, si risolve tenendo conto di alcuni aspetti evolutivi dipendenti dalla ricchezza del corredo emozionale.
Un primo aspetto, di straordinaria importanza, concerne il fatto che tale corredo comporta una sensibilità sociale che si esprime originariamente in un'identificazione totale con le figure genitoriali e con il mondo adulto, che vengono idealizzati e sacralizzati. L'idealizzazione delle figure genitoriali e degli adulti è un momento proprio dello sviluppo psicologico di ogni bambino. Essa, però, negli introversi, si realizza con una tale intensità da rendere del tutto secondario il rapporto con i coetanei.
In quest'identificazione potente e persistente almeno sino all'adolescenza si può leggere l'espressione di una vocazione viscerale ad essere sul registro della perfezione, della grandezza, della consapevolezza - doti che vengono regolarmente attribuite ai grandi. E' come se il bambino introverso alienasse le sue potenzialità di sviluppo vedendole già realizzate dagli adulti. Di fatto, quest'alienazione, che può essere fonte di molteplici delusioni via via che si allenta, giustifica la tendenza a privilegiare il rapporto con gli adulti.
La conseguenza di quest'idealizzazione però può non essere positiva. Per un verso, essa infatti promuove un'accondiscendenza totale del bambino in rapporto ai desideri, consci e inconsci, degli adulti. Se questi lo investono di aspettative perfezionistiche, è inevitabile che il bambino introverso ne rimanga catturato e faccia ogni sforzo possibile per conformarsi ad esse. Questo meccanismo rappresenta la matrice di un modo di essere infantile caratterizzato da una precoce maturità comportamentale tale per cui, fin dall'età di 4-5 anni, il bambino introverso sembra un adulto in miniatura. Questa condizione, che gli permette di ricevere gratificazioni molteplici dagli adulti, a casa, nella cerchia dei parenti o degli amici di famiglia, a scuola, ecc., è la stessa che scava un solco rispetto ai coetanei, che sono più spontanei, meno controllati, meno ligi alle regole educative.
L'altro aspetto è legato al senso di giustizia, emozione innata che appare sempre precocemente spiccata negli introversi. Nel momento in cui essi si rapportano, per un verso, alle autorità, assolvendone le aspettative e rispettandone le regole, e, per un altro, agli altri con un'estrema sensibilità che vieta loro di arrecare dispiacere, ferire, aggredire, essi sono indotti a vivere questo come se fosse la cosa più naturale del mondo. In conseguenza di questo, essi si aspettano che gli altri si comportino allo stesso modo.
La delusione di quest'aspettativa, riguardi essa il mondo dei grandi o dei coetanei, determina spesso reazioni di rabbia interiore molto intense,un irrigidimento e una diffidenza nei confronti del mondo che, spesso, a livello inconscio, si mantiene anche in età adulta.
La precoce maturità comportamentale, riferita soprattutto alle aspettative del mondo adulto, e l'irrigidimento conseguente alla scoperta delle "ingiustizie" perpetrate dagli adulti e dai coetanei, determinano nel complesso un modo di essere "strano": sorprendentemente e eccessivamente maturo per un verso, riservato e chiuso per un altro.
La "chiusura" dell'introverso è l'aspetto comportamentale destinato ad incidere profondamente nella carriera sociale e nella definizione stessa di sé. Esso rappresenta la somma di due diversi fattori che vengono costantemente confusi. Per un verso, la chiusura fa capo ad una limitazione costituzionale delle capacità comunicative. L'introverso
dispone di un solo registro comunicativo congeniale, che è un registro profondo. Egli dunque riesce a sintonizzarsi solo laddove si dà un certo grado di affinità. La comunicazione quotidiana, che è fatta di luoghi comuni, di convenzioni, di discorsi fatui, di parole usate per scongiurare il silenzio lo imbarazza e lo mette a disagio.
dispone di un solo registro comunicativo congeniale, che è un registro profondo. Egli dunque riesce a sintonizzarsi solo laddove si dà un certo grado di affinità. La comunicazione quotidiana, che è fatta di luoghi comuni, di convenzioni, di discorsi fatui, di parole usate per scongiurare il silenzio lo imbarazza e lo mette a disagio.
Per un altro verso, la chiusura è da ricondurre al timore di rimanere ferito dagli altri. L'introverso, in nome della sua sensibilità, ha una tendenza naturale a preoccuparsi delle conseguenze dei suoi comportamenti a carico degli altri: è tendenzialmente scrupoloso. Interagire con un mondo nel quale le persone si comportano spontaneamente, spesso dicendo e facendo, senza rendersene conto, cose che dispiacciono, turbano o addirittura offendono gli altri, è un dramma. L'introverso si chiede come sia possibile una cosa del genere. Partendo dalla sua esperienza interiore, egli può giungere solo a pensare che gli altri siano rozzi e insensibili. Questa conclusione dà alla chiusura un carattere difensivo.
Purtroppo, dall'esterno, la chiusura dell'introverso non è mai colta nel suo autentico significato.
Più spesso viene scambiata per un modo di essere scostante, superbo, rifiutante, se non addirittura sprezzante. D'acchito, insomma, a livello sociale l'introverso risulta antipatico alla maggioranza delle persone, e viene trattato come tale. Egli si rende conto di questo, lo ritiene ingiusto, spesso si arrabbia. Ma, non essendo in grado di esprimere la rabbia o avendo timore di esprimerla per non offendere gli altri, la
cova dentro di sé. Questo significa che egli accentua le sue difese rispetto al mondo. S'instaura di conseguenza un circolo vizioso interattivo, per cui più l'introverso si chiude più egli riceve delle risposte sociali negative. La conseguenza di questo circolo vizioso è un senso doloroso di diversità e di estraneità rispetto al mondo, che convive spesso con una rabbia cieca contro tutto e contro tutti.
Naturalmente, la rabbia si produce più facilmente se, come capita spesso in fase evolutiva, l'introverso viene investito da giudizi negativi, attaccato verbalmente o addirittura fisicamente.
Più spesso viene scambiata per un modo di essere scostante, superbo, rifiutante, se non addirittura sprezzante. D'acchito, insomma, a livello sociale l'introverso risulta antipatico alla maggioranza delle persone, e viene trattato come tale. Egli si rende conto di questo, lo ritiene ingiusto, spesso si arrabbia. Ma, non essendo in grado di esprimere la rabbia o avendo timore di esprimerla per non offendere gli altri, la
cova dentro di sé. Questo significa che egli accentua le sue difese rispetto al mondo. S'instaura di conseguenza un circolo vizioso interattivo, per cui più l'introverso si chiude più egli riceve delle risposte sociali negative. La conseguenza di questo circolo vizioso è un senso doloroso di diversità e di estraneità rispetto al mondo, che convive spesso con una rabbia cieca contro tutto e contro tutti.
Naturalmente, la rabbia si produce più facilmente se, come capita spesso in fase evolutiva, l'introverso viene investito da giudizi negativi, attaccato verbalmente o addirittura fisicamente.
La percezione di una diversità radicale e la rabbia possono dare luogo a diverse carriere evolutive. Se la diversità rimane associata ad un sentimento di valore, essa può promuovere un isolamento sociale sotteso da un disprezzo consapevole e profondo nei confronti degli altri. Se essa viceversa mina il sentimento di valore personale, l'introverso può essere spinto a tentare di normalizzarsi, di agire cioè come se fosse estroverso. Date le sue qualità, egli può riuscire anche brillantemente in questa mimesi, ma il prezzo è un falso io, dietro il quale il giudizio nei confronti degli altri può rimanere implacabilmente denigratorio. Ovviamente, il falso io comporta anche una percezione negativa di sé, più o meno consapevole. Lo sviluppo peggiore però avviene allorché un introverso, oppresso dalla propria sensibilità, che lo induce ad essere scrupoloso e ad incolparsi per un nonnulla e ferito dagli estroversi, che agiscono spesso senza interrogarsi sulle loro conseguenze a carico degli altri, decide di risolvere il problema rimuovendo la propria sensibilità e dandosi una maschera di forza, di durezza e, al limite estremo, di cinismo. Anche in questo caso, l'introverso, mettendo a frutto le sue qualità, può ingannare, oltre che se stesso, anche gli altri. La rimozione della sensibilità estingue i sensi di colpa, che però si accumulano a livello inconscio, e, prima o poi, presentano il conto.
Luigi Anepeta è semplicemente un grande. Sto cercando di procurarmi i suoi libri, in biblioteca sembrano non esistere, e anche negli store online non sono facili da trovare...ma prima o poi saranno miei!
Etichette:
capirsi,
conoscersi,
emozioni,
introversa,
introversion,
introversione,
libri,
Luigi Anepeta,
Timido Docile Ardente
martedì 20 marzo 2012
rivelazioni
Ho finito ieri di leggere un libro che mi ha aperto del tutto gli occhi. E' un libro che parla dell'enorme disagio che vivono i bambini che, dall'alto della loro estrema sensibilità, si adattano a desideri e richieste inespressi ma palesi dei loro genitori perchè pensano che sia l'unico modo che hanno per essere amati. Genitori che non meritano i figli che hanno e che li caricano di aspettative e compiti eccessivi per la loro età, senza peraltro fornire loro un porto emotivo in cui approdare. Genitori che non sono in grado di accogliere, capire, accettare, amare incondizionatamente i figli e così ne condizionano la crescita, la maturazione sentimentale ed emotiva, la vita nella sua interezza.
Perchè fin da piccolissima ero così buona, diligente, obbediente, tranquilla, silenziosa, coscienziosa, attenta, senza pretese e richieste, zero capricci, non creavo problemi di nessun tipo, non urlavo, non piangevo, non protestavo? Perchè nella mia mente sensibile avevo intuito che quello era l'unico modo per essere accettata e apprezzata - se così si può dire, perchè gli apprezzamenti non esistevano, il modo in cui mi comportavo era considerato l'unico possibile e accettabile - dai miei genitori, che qualsiasi altro comportamento non sarebbe stato tollerato. Se piangevo davo fastidio, se facevo rumore giocando disturbavo, se mi lamentavo o pretendevo qualcosa ero capriccosa...ben presto mi si è creata la convinzione che i miei genitori avrebbero potuto volermi bene solo se fossi stata la bambina che non dava problemi e noie di nessun tipo. Dovevo "dare l'esempio" ai miei fratelli, esempio che evidentemente i miei genitori non erano in grado di dare e allora toccava a me sopperire alla loro inadeguatezza. Tutto quello che facevo e dicevo era filtrato da questa cosa di dare l'esempio, non potevo "comportarmi male", non potevo fare niente che non fosse considerato giusto o perfetto.
Non potevo permettermi di essere me stessa al 100% perchè essere me stessa al 100% avrebbe comportato anche esprimere rabbia, gelosia, invidia, tristezza, delusione, avrebbe comportato pianti, urla, "capricci", litigi, discussioni, disaccordo, avrebbe comportato atteggiamenti e sentimenti poco perfetti, poco esemplari. E così in breve tempo sono diventata la bambina-soprammobile perfetta, la figlia esemplare, quella da esporre come vanto di successo educativo: non pretende, è educata, non risponde male, aiuta i fratelli, non disturba, obbedisce sempre.
Il prezzo da pagare per tutto questo è stato la rinuncia della mia vera indentità, delle mie vere caratteristiche. Quando ero in compagnia di bambini vivaci, spigliati, "casinisti", allegri, nasceva in me una sorta di invidia nei loro confronti, nei confronti del loro modo di agire, del loro comportamento da bambini. Io non potevo comportarmi da bambina, dovevo essere una piccola adulta. I miei genitori non erano in grado di accogliermi come bambina...
E' palese da dove derivano tutti i problemi che ho ancora adesso, e non solo nell'ambito famigliare. Ho sempre paura di disturbare gli altri, di essere di troppo, ho paura di venire rifiutata se non rispecchio le aspettative degli altri, ho sempre la tendenza inconscia ad assecondare gli altri perchè nella mia infanzia era l'unico modo che conoscevo per essere amata e accettata, ho paura di esprimere tutti i miei sentimenti perchè alcuni il mio inconscio li considera ancora sentimenti disdicevoli da reprimere e nascondere. Dall'altro lato della medaglia, ora riesco a capire perchè spesso non riesco a sopportare le debolezze altrui: da bambina non venivano accettate le mie debolezze (che poi si trattava solo di normali comportamenti da bambina) e così sono cresciuta con la falsa convinzione che solo le persone dai comportamenti perfetti meritassero rispetto e amore, che le debolezze fossero un difetto enorme da evitare il più possibile.
Ed è per tutto questo che ancora adesso faccio fatica a "lasciarmi andare", a essere spontanea: da piccola non potevo assolutamente permettermi di lasciarmi andare ai miei desideri, alle mie pulsioni, ai miei sentimenti più intimi, non potevo essere spontanea, non potevo fare la bambina, dovevo comportarmi da piccola adulta saggia e seria.
Riporto alcuni stralci del libro:
-"[...]Gli adulti che da bambini non hanno goduto di un tale clima [un'atmosfera di considerazione e tolleranza verso i loro sentimenti] vivono in stato di carenza affettiva, il che significa che cercheranno per tutta la vita ciò che i loro genitori non hanno potuto dare loro al momento giusto, qualcuno che si interessi totalmente a loro, che li capisca fino in fondo e che li prenda sul serio."
-"[...]A questo bisogno della madre o di entrambi i genitori corrispondeva una sorprendente capacità del bambino di percepirlo e di darvi risposta intuitivamente, dunque anche inconsciamente, di assumere cioè la funzione che gli veniva inconsciamente assegnata. In tal modo il bambino si assicurava l'amore dei genitori."
-"La capacità di adattamento viene sviluppata e perfezionata fino a trasformare questi bambini non solo in madri (confidenti, consolatori, consiglieri, sostegni) delle loro madri, ma anche in aiutanti che si assumono responsabilità dei fratelli più piccoli; essi sviluppano in definitiva una sensibilità tutta particolare per i segnali inconsci dei bisogni altrui."
-"Nella primissima infanzia, per conformarsi alle aspettative di chi si prende cura di lui, il bambino deve rimuovere il suo bisogno di amore, attenzione, sintonia, comprensione, partecipazione, rispecchiamento. Deve anche reprimere le sue reazioni emotive ai pesanti rifiuti che riceve, il che porta all'impossibilità di vivere determinati sentimenti (per esempio i sentimenti di gelosia, invidia, ira, abbandono, impotenza, paura)."
-"[...]Avevano sviluppato tutta un'arte per tenere lontani da sè i sentimenti: il bambino infatti può viverli solo se c'è una persona che con questi sentimenti lo accetta, lo comprende e lo asseconda. Sa manca tale condizione, se il bambino per vivere un sentimento deve rischiare di perdere l'amore della madre, allora non può viverli per conto suo, in segreto, ma deve rimuoverli."
-"L'adattamento ai bisogni dei genitori conduce spesso allo sviluppo della personalità come se, ovvero a ciò che si definisce un falso Sè. L'individuo sviluppa un atteggiamento in cui si limita ad apparire come ci si aspetta che debba essere, e si identifica totalmente con i sentimenti che mostra. Il suo vero Sè non può nè formarsi nè svilupparsi, perchè non può essere vissuto. [...]E' stata lesa l'integrità del bambino, e con ciò è stato reciso l'elemento vitale, spontaneo."
-"[...]non potendo abbandonarsi a sentimenti propri e non avendone fatto esperienza, egli non conosce i suoi veri bisogni ed è al massimo grado alienato da sè stesso."
-"Come sarebbe andata se di fronte a voi ci fosse stato un bambino cattivo, rabbioso, brutto, geloso, confuso? Dove sarebbe finito in tal caso tutto il vostro amore? Eppure io ero anche tutto questo. Ciò non vorrà dire, forse, che non io sono stato amato, ma ciò che fingevo di essere? Il bambino educato, coscienzioso, capace di mettersi nei panni degli altri, comprensivo, il bambino comodo, che in fondo non era affatto un bambino? Che cosa ne è stato della mia infanzia? Non ne sono forse stato defraudato? Mai potrò recuperarla. Fin dal principio sono stato un piccolo adulto."
-"[...]non immagina di poter avanzare esigenze proprie ma si mostra sempre pronto a soddisfare quelle altrui[...]"
-" Possiamo riscontrare i seguenti elementi: 1) un falso Sè che ha condotto alla perdita del vero Sè; 2) fragilità dell'autostima, che non si radica nella sicurezza dei propri sentimenti e del proprio volere, bensì nella possibilità di realizzare il falso Sè; 3) prefezionismo; 4) negazione di sentimenti disprezzati; 5) relazioni di sfruttamento; 6) grande paura di perdere l'amore e di conseguenza grande disponibilità all'adattamento; 7) moti aggressivi scissi; 8) vulnerabilità alle offese; 9) predisposizione a sensi di vergogna e di colpa; 10) irrequietezza."
-"La depressione può essere intesa come un segnale diretto della perdita del Sè, perdita che consiste nel negare le proprie reazioni emotive e le proprie sensazioni. Tale negazione ha avuto inizio nell'infanzia, al servizio dell'adattamento necessario alla sopravvivenza, per paura di perdere l'amore. Di conseguenza la depressione rimanda a una ferita molto precoce."
-" [...]aveva dovuto imparare a non piangere, a non avere bisogni, per far contenta sua madre."
-"[...]significa invece ritrovare la vitalità, ossia la libertà di riuscire a vivere i sentimenti che affiorano spontaneamente. Rientra poi nella complessità della vita il fatto che questi sentimenti possano non sempre essere sereni o belli e buoni, ma comprendano l'intera gamma delle emozioni umane, e di conseguenza anche invidia, gelosia, rabbia, ribellione, disperazione, nostalgia, lutto."
-"Il diprezzo per il più piccolo e per il più debole costituisce dunque la migliore protezione contro l'emergere dei propri sentimenti di impotenza; è l'espressione della debolezza scissa. Il forte che conosce la propria debolezza perchè l'ha vissuta non ha bisogno di esibire la propria forza con il disprezzo."
-"Il disprezzo è l'arma del debole, una protezione contro certi sentimenti che alludono alla nostra storia passata."
-"Il disprezzo espresso dal soggetto può avere svariati precedenti nella sua storia passata, ma in generale la sua funzione resta la difesa dai sentimenti indesiderati. Il disprezzo può venir meno qualora i suddetti sentimenti possano essere vissuti, e così la disperazione e la vergogna per l'amore infantile non contraccambiato e soprattutto la rabbia per la mancata disponibilità dei genitori. Fin tanto che disprezziamo riusciamo a evitare di vivere il lutto per essere stati amati solo per quel che si sapeva fare. [...]Resta oggetto di disprezzo non solo il bambino piccolo, inerme, impotente, sottoposto agli altri, ma anche il bambino scomodo o difficile."
-"[...]Un'impressione diversa suscitano gli individui che da bambini erano molto superiori, sul piano intellettuale, ai loro genitori e per tale motivo sono stati da questi ammirati, ma anche lasciati soli con i loro problemi, perchè i genitori non erano alla loro altezza. Queste persone possono [...] esigere che da ogni senso d'impotenza ci si difenda con mezzi intellettuali."
-" Chi è in grado di prendere sul serio i propri sentimenti, non potrà prendersi gioco di quelli altrui, quale che sia la loro natura. Spezzerà finalmente il circolo vizioso del disprezzo."
-"Che cosa capita dunque, dal punto di vista neurobiologico, ai bambini che non hanno avuto alcuna possibilità di sviluppare la propria vita emotiva? Si può pensare che non abbiano per nulla sviluppato il centro cerebrale che ci consente di provvedere a noi stessi e agli altri, o che lo abbiano sviluppato solo in maniera embrionale, e dunque insufficiente."
-"Tutto ciò potrebbe eventualmente aiutarci a comprendere perchè molti bambini maltrattati e trascurati, che avevano dovuto reprimere e rimuovere assai presto i loro veri sentimenti, non siano poi riusciti da adulti nè a proteggersi nè a provvedere a lo stessi; e come mai questi soggetti, che pure ottengono risultati eccellenti sul piano intellettuale, agiscano poi in senso distruttivo e irrazionale. Per agire in maniera razionale dovrebbero trovare l'accesso ai loro veri sentimenti, al loro vero Sè."
-" Possiamo riscontrare i seguenti elementi: 1) un falso Sè che ha condotto alla perdita del vero Sè; 2) fragilità dell'autostima, che non si radica nella sicurezza dei propri sentimenti e del proprio volere, bensì nella possibilità di realizzare il falso Sè; 3) prefezionismo; 4) negazione di sentimenti disprezzati; 5) relazioni di sfruttamento; 6) grande paura di perdere l'amore e di conseguenza grande disponibilità all'adattamento; 7) moti aggressivi scissi; 8) vulnerabilità alle offese; 9) predisposizione a sensi di vergogna e di colpa; 10) irrequietezza."
-"La depressione può essere intesa come un segnale diretto della perdita del Sè, perdita che consiste nel negare le proprie reazioni emotive e le proprie sensazioni. Tale negazione ha avuto inizio nell'infanzia, al servizio dell'adattamento necessario alla sopravvivenza, per paura di perdere l'amore. Di conseguenza la depressione rimanda a una ferita molto precoce."
-" [...]aveva dovuto imparare a non piangere, a non avere bisogni, per far contenta sua madre."
-"[...]significa invece ritrovare la vitalità, ossia la libertà di riuscire a vivere i sentimenti che affiorano spontaneamente. Rientra poi nella complessità della vita il fatto che questi sentimenti possano non sempre essere sereni o belli e buoni, ma comprendano l'intera gamma delle emozioni umane, e di conseguenza anche invidia, gelosia, rabbia, ribellione, disperazione, nostalgia, lutto."
-"Il diprezzo per il più piccolo e per il più debole costituisce dunque la migliore protezione contro l'emergere dei propri sentimenti di impotenza; è l'espressione della debolezza scissa. Il forte che conosce la propria debolezza perchè l'ha vissuta non ha bisogno di esibire la propria forza con il disprezzo."
-"Il disprezzo è l'arma del debole, una protezione contro certi sentimenti che alludono alla nostra storia passata."
-"Il disprezzo espresso dal soggetto può avere svariati precedenti nella sua storia passata, ma in generale la sua funzione resta la difesa dai sentimenti indesiderati. Il disprezzo può venir meno qualora i suddetti sentimenti possano essere vissuti, e così la disperazione e la vergogna per l'amore infantile non contraccambiato e soprattutto la rabbia per la mancata disponibilità dei genitori. Fin tanto che disprezziamo riusciamo a evitare di vivere il lutto per essere stati amati solo per quel che si sapeva fare. [...]Resta oggetto di disprezzo non solo il bambino piccolo, inerme, impotente, sottoposto agli altri, ma anche il bambino scomodo o difficile."
-"[...]Un'impressione diversa suscitano gli individui che da bambini erano molto superiori, sul piano intellettuale, ai loro genitori e per tale motivo sono stati da questi ammirati, ma anche lasciati soli con i loro problemi, perchè i genitori non erano alla loro altezza. Queste persone possono [...] esigere che da ogni senso d'impotenza ci si difenda con mezzi intellettuali."
-" Chi è in grado di prendere sul serio i propri sentimenti, non potrà prendersi gioco di quelli altrui, quale che sia la loro natura. Spezzerà finalmente il circolo vizioso del disprezzo."
-"Che cosa capita dunque, dal punto di vista neurobiologico, ai bambini che non hanno avuto alcuna possibilità di sviluppare la propria vita emotiva? Si può pensare che non abbiano per nulla sviluppato il centro cerebrale che ci consente di provvedere a noi stessi e agli altri, o che lo abbiano sviluppato solo in maniera embrionale, e dunque insufficiente."
-"Tutto ciò potrebbe eventualmente aiutarci a comprendere perchè molti bambini maltrattati e trascurati, che avevano dovuto reprimere e rimuovere assai presto i loro veri sentimenti, non siano poi riusciti da adulti nè a proteggersi nè a provvedere a lo stessi; e come mai questi soggetti, che pure ottengono risultati eccellenti sul piano intellettuale, agiscano poi in senso distruttivo e irrazionale. Per agire in maniera razionale dovrebbero trovare l'accesso ai loro veri sentimenti, al loro vero Sè."
Mi rispecchio al 100% praticamente in tutti questi passaggi e in generale in tutto il libro. Non so come queste informazioni potranno essermi d'aiuto, ma sento di avere in mano gli strumenti per dipanare questo gomitolo che se ne sta attorcigliato su se stesso da anni e anni e anni...
Iscriviti a:
Post (Atom)







